Cittadella, c’è Icardi: «Io il cugino di Maurito? E’ una bufala»

Diego Zilio / CITTADELLA
La notizia gira in rete ma, come spesso capita, non è troppo attendibile. È lo stesso Simone Icardi, nuovo acquisto del Cittadella, a precisarlo: il più famoso Maurito, oggi in forza al Psg, non è suo cugino.
«L’ho letta anch’io, qualcuno l’ha scritta da qualche parte, ma non sono stato io. Può essere che molto alla lontana un qualche grado di parentela ci sia, perché so che pure la sua famiglia ha radici in Liguria, come la mia, ma non saprei indicare di che grado. Di sicuro non è un legame stretto, sennò lo avrei già chiamato», sorride questa mezzala ventiquattrenne. «Martedì, appena arrivato a Cittadella, mi sono subito spostato in campo. In realtà fremevo da una ventina di giorni per cominciare, ma ho dovuto aspettare che si rivolvesse la situazione della Casertana (la cui iscrizione alla Serie C è stata bocciata, ndr) e arrivasse lo svincolo. Tra l’altro nelle ultime settimane mi sono dovuto allenare praticamente da solo, perché a Caserta sapevamo che l’epilogo sarebbe stato questo».
Icardi non nasconde il suo entusiasmo per la nuova avventura, che sancisce il suo ritorno fra i cadetti dopo l’esperienza all’Entella. Tanto che confessa di aver accettato la proposta del Citta a scatola chiusa. «L’intesa è stata raggiunta rapidamente, appena ho saputo che il direttore Marchetti mi cercava ho detto sì ancora prima di leggere il contratto. Cosa mi ha detto? È molto convinto del campionato che potremo fare, vuole ripartire dall’epilogo della scorsa stagione, quantomeno per riprovarci. Per me è un ritorno in questa categoria: l’impressione è che sia migliorata moltissimo negli ultimi anni, per l’arrivo di piazze importanti salite dalla Lega Pro e per gli investimenti che hanno fatto. Quello di B è un campionato lungo, tosto, in cui non puoi mai abbassare la soglia dell’attenzione. Io mi aspetto una bellissima stagione: magari gli addetti ai lavori ci metteranno dietro nei pronostici, ma sarà il campo a parlare». Sul piano tecnico, l’Icardi granata si definisce «una mezzala che ama rubare palla e buttarsi in area, affiancando gli attaccanti. Penso che proprio l’inserimento sia la mia caratteristica migliore, ma mi ritengo un generoso, che si dà da fare anche in fase difensiva. Sul piano personale voglio affermarmi in una categoria che per tante ragioni purtroppo non sono riuscito a tenere due stagioni fa. Darò il massimo».
Da Caserta è arrivata una bella colonia sotto le mura, visto che ci sono anche Cuppone e Ciriello. «Questo ci aiuterà a inserirci, anche se l’impressione che ho avuto, appena arrivato, è quella di essere in una grande famiglia. Fra i giocatori della rosa conoscevo già anche Mastrantonio e D’Urso, con lui in particolare eravamo assieme fin da piccoli nelle giovanili della Roma e poi abbiamo abitato vicini». —
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