Continua a Cittadella la favola di Diaw da magazziniere al professionismo

Il nuovo attaccante era tra i dilettanti fino a tre anni fa «Il mio è un bel sogno, non voglio ancora svegliarmi»



Dici la parola “favola” e nel calcio ti viene subito in mente il Leicester, che vinse la Premier League più incredibile degli ultimi anni. Dici Leicester e pensi al suo centravanti, Jamie Vardy, che sino a qualche anno prima lavorava come operaio metalmeccanico a Sheffield e poi, gol dopo gol, è approdato anche in nazionale. Ecco, anche il Cittadella ha trovato il suo piccolo Vardy. È Davide Djily Diaw, centravanti italiano da parte di madre e senegalese da parte di padre - ma è sempre vissuto nel Belpaese - che, ieri, è stato annunciato dalla società granata, primo rinforzo del mercato di gennaio, in arrivo dalla Virtus Entella.

Che poi, “piccolo”, Diaw non lo è per nulla, essendo alto più di un metro e 90 e ben strutturato. Come previsto si è trasferito a titolo definitivo, mettendosi subito a disposizione di mister Venturato. Ed è lui stesso, che ha 27 anni ed è di Cividale, e che fino al 2016 giocava nel Tamai, in Serie D, a parlare della sua carriera come «di una bella storia. Non capita spesso di passare dai dilettanti ai professionisti e il mio, all’Entella, è stato addirittura un doppio salto. Era un piccolo sogno che si realizzava, e io farò di tutto per tenerlo vivo. All’epoca non pensavo a un futuro nel calcio, ma ci speravo, sì, come ci sperano tutti i bambini che crescono giocando a pallone. Quando è arrivato il momento ho colto al balzo questa opportunità. Nel frattempo ho anche lavorato, perché in Eccellenza e in Serie D, nelle categorie in cui ho giocato, non si vive solo di calcio. Per un periodo ho dato una mano a un amico che ha una catena di negozi come magazziniere e svolgendo altre attività».

Ora l’approdo sotto le mura. «La trattativa in realtà è stata avviata quest’estate. Per tanti motivi si è arenata, ma si è concretizzata adesso. Il mio procuratore mi ha riparlato di questa opportunità a inizio gennaio e già sapeva che avrei detto di sì. Mi è dispiaciuto lasciare Chiavari, dove ero da due anni e mezzo, ma sono contentissimo di essere a Cittadella e ritrovare la Serie B. Le due sconfitte che hanno chiuso il 2018 hanno peggiorato la classifica, ma in un campionato difficile come questo momenti del genere capitano e non bisogna caricarli troppo. Speriamo di toglierci tante soddisfazioni tutti assieme. Quello che sta facendo questa realtà si conosce, è una piazza ambita da tanti giocatori: che il direttore Marchetti abbia voluto puntare su di me mi riempie d’orgoglio. E poi ho una bambina di 2 anni e mi riavvicino a casa: non è stato il primo fattore, ma ha convinto la mia compagna che la decisione era quella giusta».

Diaw si descrive così: «Sono un giocatore fisico e veloce, che attacca la profondità e che si mette a disposizione della squadra». —



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