Da Berruti alla Bortolozzi ecco gli universitari d’oro

PADOVA. Chi è stata la prima donna padovana a partecipare ai Giochi olimpici? Franca Peggion, velocista, a Melbourne 1956. E chi è stato l’ultimo padovano a indossare le scarpette chiodate in una pista di atletica contrassegnata dai cinque cerchi? Jacques Riparelli, con la staffetta 4x100 a Londra 2012. Cosa li accomuna, a più di mezzo secolo di distanza? Facile: il Cus. Entrambi hanno scoperto la regina degli sport nelle file del Centro Universitario Sportivo. Due nomi in un elenco lunghissimo, che tocca le più varie discipline.
Rimanendo nell’atletica leggera, non si può non partire dal torinese Livio Berruti, tesserato per il Cus all’epoca dell’oro ai Giochi di Roma ’60, quando, 21enne studente di chimica, eguagliò il record del mondo dei 200 metri (20”5) sia in semifinale che in finale, ricevendo in premio dal Coni 1.200.000 lire e una Fiat 500.
Restando in quegli anni è il caso poi di soffermarsi sul padovano, di Teolo, Salvatore Morale, bronzo a Tokyo ’64 nei 400 a ostacoli: appena due anni prima, ai campionati europei di Belgrado ’62, vinse il titolo continentale eguagliando il record mondiale dell’americano Glenn Davis in 49”2. Ma hanno indossato i colori amaranto-oro anche Cleante Zat, discobolo e poi rinomato preparatore atletico, Venanzio Ortis, due volte a medaglia su 5.000 e 10.000 agli Europei del ’78, e Giovanni Evangelisti, già primatista italiano nel salto in lungo.
E negli altri sport? Qui si va da Eugenio Monti (in carriera capace di conquistare 9 medaglie d’oro olimpiche e 6 mondiali nel bob) a Irene Camber (un oro e un bronzo nella scherma ai Giochi), via via citando Franco Luxardo (sciabolatore azzurro e poi padre del Trofeo internazionale che porta il suo nome), Francesca Bortolozzi (oro a Barcellona ’92 e Atlanta ’96 nel fioretto a squadre, e al Cus per quattro stagioni, fino all’84, dopo la morte del maestro Comini e prima di passare a Mestre), arrivando a giocatori che hanno scritto la storia del rugby padovano come Matteo Silini, Giuseppe Bottacin, Riccardo Saetti e, in anni più recenti, Nicola Mazzucato. Ma ci sono anche cestisti di alto livello come Giuseppe Stefanelli, Alberto Tonzig e Gianluigi Jessi. E poi azzurri dell’hockey su prato come Gigi Matteraglia, Jacopo Lunetta e Mirko Faggian, tutti per molti anni capitani della nazionale, con quest’ultimo che, oggi, allena la prima squadra maschile cussina.
Per finire l’elenco con un certo Rossano Galtarossa, unico padovano ad aver gareggiato in cinque edizioni dei Giochi, nel canottaggio, salendo sul podio quattro volte: iniziò l’attività agonistica a 13 anni, proprio al Cus. Ma la polisportiva ha anche espresso importanti dirigenti a livello federale. Su tutti proprio Sergio Melai, presidente della Federhockey dal 1985 al 2001, e Antonio Di Blasi, al vertice della Federscherma dal 1994 al 2005.
Diego Zilio
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