Diana Petrin, il cuore diviso tra il volley e le selezioni di miss

L’atleta gioca in serie C con la formazione dell’Fc Studia a Ca’ Foscari, nel (poco) tempo libero fa la modella
Di Diego Zilio

SAN MARTINO DI LUPARI. Di certo non si può dire che passi inosservata sotto rete. Lei è Diana Petrin, ha 22 anni, gioca a pallavolo nell’Fc (società che unisce Cittadella e Fontaniva e che al momento è in piena corsa per i playoff promozione in serie C), e studia all’università Ca’ Foscari di Venezia.

In più ha un’altra particolarità: fa la modella. Sfila e partecipa a concorsi e tra questi c’è pure Miss Italia, che l’ha coinvolta in due edizioni, nel 2010 e nel 2011: «Mi sono fermata – puntualizza Diana – alla fase di selezione regionale. Però sono attualmente ancora in corsa per Miss Mondo Italia, dopo essermi classificata prima alla finale provinciale, che si è svolta a novembre a Trebaseleghe – racconta questa ragazza di San Martino di Lupari che, dopo la laurea breve in Scienza della società e del servizio sociale, prosegue i suoi studi alla specialistica, in Politiche sociali e del lavoro – Qualche tempo fa, quando avevo 17 anni, sono stata finalista anche a Miss Padania, ma mi sono ritirata prima della serata conclusiva perché ho dato la precedenza allo studio. Mi piace l’ambiente delle sfilate e dello spettacolo e per questo partecipo ancora ad altri concorsi. Non è facile tenere assieme tutti gli impegni ma per il momento ci riesco».

Volley e moda: come si concilia questa doppia passione? «Vivo entrambe le attività – aggiunge Diana – come un hobby che mi diverte. A pallavolo ho iniziato a giocare in terza media, dopo aver fatto basket ed essermi stancata. Anche con la moda ho iniziato un po’ per caso, ma quando cominci a sfilare trovi sempre nuovi concorsi. Ormai sono abbastanza “grande” per pensare di sfondare in quel mondo anche perché, se non hai le conoscenze giuste, è difficile fare strada. Mi chiamano spesso per sfilate a livello locale nei negozi o per fare la hostess ma, giocando quasi sempre di sabato sera, ho poco tempo durante l’anno e spesso devo dire di no: credo che avrò più opportunità con la bella stagione. Nel mio futuro, comunque, mi vedo solo come assistente sociale».

Ci sono punti di contatto tra i due ambienti? «Sono totalmente diversi – riprende la pallavolista-miss – ma credo che un elemento in comune ci sia: la disciplina. Serve in tutti e due i campi, così come, ovviamente, serve la cura del fisico. Peraltro quest’anno ho fatto un bel salto di categoria, perché finora avevo sempre giocato nei campionati di divisione, prima al Cikita di San Martino di Lupari, dove ho mosso i miei primi passi da pallavolista, e poi al Tombolo. La scorsa estate Christian Magro, allenatore dell’Fc, mi ha visto a un torneo e mi ha proposto di venire in serie C, dandomi la possibilità di partecipare a un campionato di livello regionale. Non nego che lo sbalzo è stato grande: qui per un centrale ci sono tante tipologie di attacco e anche a muro l’impostazione è molto più articolata in sinergia con la seconda linea. Tutto sommato mi sento migliorata anche se il divario con le atlete più esperte è notevole. L’importante è essere costanti negli allenamenti, avere carattere. Poi tutto viene da sé». In campo, peraltro, ha conosciuto anche il suo ragazzo, vero? «Sì, ed è successo sempre a un torneo di beach volley. Lui si chiama Ferdinando De Luca e gioca in serie B/2 con la squadra di Castelfranco. Così, quando non giochiamo, ognuno va a vedere le partite dell’altro».

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