È nato il Patavium: si uniscono i progetti ambiziosi di Rubano e Selvazzano, dal vivaio alla B
selvazzano. Lunione fa la forza. Rubano e Selvazzano, storici club del rugby padovano, hanno deciso di mettere da parte la quarantennale rivalità per costruire insieme un nuovo percorso sportivo. Nasce così la Patavium Rugby Union, presentata ufficialmente ieri sera all’hotel Piroga alla presenza dei sindaci Sabrina Doni di Rubano e Giovanna Rossi di Selvazzano Dentro, rappresentato anche dal presidente del consiglio comunale Enoch Soranzo e dall'assessore allo sport, Alberto Flaminio.
La nuova realtà sportiva crea un unico grande polo ovale nella zona ovest di Padova e proprio in base a un’identità metropolitana va letta la scelta del nome. I consigli delle due società, presieduti dal rubanese Enrico Gottardo e dal selvazzanese Guido Parigi Bini, da mesi alla ricerca di un nome rappresentativo, hanno deciso di puntare così su Patavium Rugby Union. Rubano e Selvazzano continueranno ad esistere e ad occuparsi del minirugby, curando le categorie dall’Under 6 all’Under 12 e mantenendo i rispettivi colori sociali: rossoverde per i “cinghialetti” che si allenano agli impianti comunali di via Borromeo, neroverde per i “piccoli rinoceronti” di casa al "centro comunale Ceron" di via Euganea. Dall’Under 14 in su invece tutti saranno tesserati con la nuova società. La prima squadra della Patavium giocherà in Serie B rilevando il titolo del Roccia Rubano, la seconda sarà impegnata in C/2, al posto del Selvazzano.
Per gli Under 16 e gli Under 18 il progetto sarà ancora più ampio, come franchigia territoriale, insieme al Piazzola. I nuovi colori saranno il rosso, il verde e il nero, a ribadire l'unione di storie importanti e vitali. «Sono entusiasta di quanto realizzato in questi giorni, un’unione storica frutto di un lavoro durato più di un anno e iniziato con il progetto franchigia due anni fa», ha dichiarato Gottardo, neoeletto presidente della Patavium. «È solo l’inizio», ha ribadito il vice presidente Parigi Bini, «Gli obiettivi sono aumentare i nostri numeri, lavorando intensamente sulle fasce d’età più delicate come Under 16 e 18 per arrivare ad avere due prime squadre in categorie superiori a quelle da cui partiamo oggi». —
Simone Varroto
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