«I miei anni con il Lecce di Ventura: indimenticabili» Centurioni sprona il Padova «Lì è dura, ma può far punti»
il personaggio
Lecce-Padova è anche la sfida del cuore di Matteo Centurioni. Il ricordo di un passato vincente contro un presente che, almeno per quel che lo riguarda, gli sta regalando diverse soddisfazioni. Matteo Centurioni altri non è che l’allenatore della Primavera del Padova, reduce da un girone d’andata sorprendente alla prima stagione dopo un ritorno atteso cinque anni nella massima categoria giovanile. Il suo lavoro nella valorizzazione dei giovani biancoscudati è molto apprezzato dalla società e d’altronde l’ex difensore ne ha avuti di buoni maestri. Uno su tutti, Giampiero Ventura, con il quale ha condiviso due annate indimenticabili a Lecce.
«Arrivai nel 1995, fu la prima volta lontano da casa», ricorda Centurioni. «Mi ambientai subito bene, la squadra era forte e fummo protagonisti della scalata che ci portò dalla Serie C alla Serie A, con due promozioni consecutive. Stagioni splendide, poi a Lecce conobbi anche la mia futura moglie e per questo ogni estate torno in Salento».
Con il Lecce non esordì in Serie A visto che Ventura lo volle con sé a Cagliari, ma da allora non ha più smesso di seguire la squadra giallorossa. «Li ho visti in tv e devo dire che giocano veramente bene. Al gruppo dello scorso anno sono riusciti ad aggiungere elementi di categoria e la piazza ha ritrovato l’entusiasmo dei bei tempi. A Lecce c’è un grande seguito, da tutto il Salento, quando le cose vanno bene la gente si accende e trascina la squadra. Sono partiti bene e credo arriveranno fino in fondo».
Referenze positive anche per quel che riguarda il tecnico giallorosso, Fabio Liverani. «Mi sento spesso con Scavone, che ha giocato con me a Novara. Mi ha parlato molto bene di Liverani, un mister che cura molto gli aspetti tecnici, anche di insegnamento base del calcio. Ed è un particolare apprezzato anche dai veterani. Pretende che la squadra giochi sempre palla a terra e non è da tutti in Serie B».
Quanto sarà dura per il Padova? «Parecchio, ma abbiamo bisogno di punti. È logico che noi tifiamo per la prima squadra, visto che un’eventuale retrocessione sarebbe una mazzata anche per il settore giovanile. Noi abbiamo la fortuna di allenarci sempre a stretto contatto con loro, Foscarini ha portato delle metodologie diverse e anche lui ci tiene ad un calcio propositivo».
Come vede la lotta salvezza? «Il Padova non deve abbattersi, quando vivi certe situazioni dall’interno sembra di trovarsi di fronte una montagna impossibile da scalare, ma non è così. Il Padova ha tutto per farcela, deve solo ritrovare fiducia e spensieratezza. So che non è facile, ma se migliora la condizione mentale e la voglia di divertirsi in campo, arriveranno i risultati».
Risultati che sono arrivati per i suoi baby. Si aspettava di chiudere a ridosso della zona playoff il girone d’andata? «Sapevo che saremmo andanti in crescendo, ma non così rapidamente. Abbiamo trovato l’assetto giusto e tutti i ragazzi sono migliorati. Obiettivo playoff? Difficile, ma non impossibile. L’importante è preparare i ragazzi per il grande salto con i grandi».
A proposito. Un giocatore che ha lanciato lei, Enrico Piovanello, sta impressionando con il Bari, tanto che Giuntoli lo vorrebbe a Napoli. Orgoglioso? «Sì. Ha sorpreso anche me la sua ascesa così repentina. A mio avviso ha grandi margini di miglioramento. Ha tiro, corsa, forza nelle gambe e soprattutto umiltà». —
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