Il sogno di Adorni si chiama Asia nel pancione della sua Arianna

“Il nostro sogno”. Non c’era bisogno di altre parole sotto l’immagine che, alcuni mesi fa, lo ritraeva accanto alla compagna Arianna, al mare. In bella vista un pancione che stava aumentando di volume, ma che ancora non era lievitato come nella foto più recente postata nel suo profilo Instagram. Sopra, tenerissima, c’è la sua mano, che l’accarezza, ma anche il musetto della cagnolina Amélie, a completare il ritratto di famiglia. «Lì dentro c’è Asia, che nascerà a fine novembre qui a Cittadella. Non vediamo l’ora», racconta Davide Adorni. E l’istantanea spicca ancora di più per il contrasto con le altre fotografie, che, in genere, ritraggono immagini di campo, di lui che calcia il pallone o abbraccia i compagni.
TUTTE QUELLE “A”
A 27 anni il leader della linea arretrata è pronto ad affrontare questo nuovo passo della sua vita: diventare genitore. «Arianna, Asia, Adorni, c’è sempre quella A nei nostri nomi», sorride il ventisettenne difensore centrale del Cittadella, e chissà che porti bene, viene da pensare ai tifosi granata, che proprio a quella lettera hanno legato il loro, di sogno.
A breve, Davide si aggiungerà così all’elenco dei papà del gruppo, che parte da Iori, che ha un figlio più grandicello, e passa per Benedetti, Diaw, Perticone, con cui forma una “coppia sportiva” tanto recente quanto solida, Branca e Vita. Sugli spalti del Tombolato, per le partite casalinghe, c’è spesso un angolo occupato dalle mamme e dalle loro carrozzine. «Eh, in effetti cominciamo a essere in diversi ormai. E non nego che in spogliatoio si parli anche di questi aspetti».
«UN’EMOZIONE NOSTRA»
Se ne parla, sì, ma in fondo non troppo. E la ragione è presto spiegata: «Ogni tanto qualche domanda a chi è già papà la faccio, più che altro legata alle questioni organizzative che seguiranno il parto, però confesso che a me non va di chiedere troppi consigli. Ognuno vive queste esperienze a suo modo e a me piace l’idea di affrontare questa prima volta senza riempirmi di troppi preconcetti».
«Se ne parli troppo, poi finisce che ti precludi il piacere della scoperta di quello che accadrà. Io preferisco vivere le emozioni appieno con la mia compagna, senza farmi influenzare».
professionisti
Che poi, a dar retta alle indiscrezioni del calciomercato, non era mica così sicuro che il loro futuro fosse a Cittadella, col suo nome accostato a diverse altre realtà. E c’era pure chi malignava che tra le cause del rendimento sottotono di più di qualcuno della “vecchia guardia”, nelle prime giornate, potesse esserci il disturbo delle voci provenienti da altre piazze. «Personalmente, il mio obiettivo è sempre stato quello di far bene col Cittadella. Noi tutti siamo professionisti e non dobbiamo farci influenzare da quello che si sente all’esterno. Poi, sulle cause di quel brutto inizio ci siamo soffermati più volte, in spogliatoio e all’esterno, e l’importante è che ci siamo ripresi e abbiamo imboccato la direzione giusta, anche se dobbiamo migliorare molto. Oggi non voglio parlare più di tanto delle ultime vittorie, perché la partita più importante è sempre la prossima, che, per inciso, sarà contro quel Cosenza di cui conserviamo un pessimo ricordo. Dove siamo e dove arriveremo lo scopriremo strada facendo, ma dico che se giochiamo come sappiamo potremo levarci le nostre soddisfazioni». —
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