Jesolo Half Marathon Solomon strega la luna con una gara da record

JESOLO (Venezia). La Jesolo Moonlight Half Marathon nel segno del record. La mezza maratona corsa al chiaro di luna e per la prima volta in un circuito interamente “jesolano” è stata vinta dall’eritreo Shumay Mogos Solomon.
L’allievo di Ruggero Pertile, campione padovano del fondo ha fatto segnare all’arrivo il migliore crono delle otto edizioni correndo in 1h03’05” e abbassando di 26 secondi il precedente tempo di 1h03’31” stabilito nel 2012 da Robert Chemosin.
In una serata tipica di inizio estate con il maglione buttato sulle spalle, il podista eritreo ha tagliato per primo il traguardo posto in piazza Milano anticipando di nove secondi il keniano James Murithi Mburugu (1h03’13”) e di quarantatré secondi l’altro keniano, Paul Tiongik (1h03’48”).
Tatticamente intelligente la marcia di Shumay Mogos Solomon che nei primi chilometri di gara ha studiato gli avversari concedendo al gruppetto di keniani provvisoriamente in testa di sfogarsi cedendo via via il passo.
Tuttavia, negli ultimi 200 metri Shumay ha cambiato passo staccando James Murithi, l’ultimo keniano rimasto con lui.
Il primo italiano a tagliare il traguardo della 21km è stato il biellese Francesco Bona dell’Aeronautica Militare, sesto con un tempo di 1h08’17”.
Sale sul primo gradino del podio femminile, invece, la keniana Lenah Jerotich con 1h14’17” e con un distacco di tre minuti sulla connazionale Lucy Liavoga e di quasi quattro minuti sulla terza keniana che completa il podio femminile Vivian Jerop Kemboi.
Ai piedi del podio l’italiana Sarah Martinelli del Gruppo Podistico Quadrifoglio di Salsomaggiore Terme, staccata di otto minuti dalla zona medaglie.
Pronostico rispettato nella prova dei 10 chilometri, vince il beniamino di casa del Venicemarathon Club Eyob Faniel. Il ventiquattrenne eritreo naturalizzato italiano ha dato spettacolo vincendo ad occhi chiusi in 31’21”.
In testa sin dai primi metri di percorso Faniel ha fatto tutto quello che doveva fare e che aveva previsto nel suo piano di gara.
In campo femminile la vittoria è andata alla padovana di Borgoricco Nadia Dandolo ex azzurra del mezzofondo e ora brigadiere dei carabinieri (38’08”). Quando si dice che la classe non è acqua. La leggendaria podista nata nel 1962 ha gareggiato insieme ad altri suoi cinquanta colleghi dell’Arma della Legione Veneto per promuovere e sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca sulle leucemie pediatriche. Commovente anche la storia dell’udinese Silvia Furlani che ha partecipato alla 21 chilometri. L’atleta di origine bavaresi affetta da sclerosi multipla ha vinto l’ennesima gara con se stessa portando a termine la sua meravigliosa gara, non imponendo limiti alla sua voglia di vincere e di lanciare messaggi positivi per abbattere le barriere architettoniche.
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