La padovana Mogurean: «Sudore e fatica per essere perfette»

GINNASTICA RITMICA / AZZURRE MEDAGLIA D’ORO AI MONDIALI DI KITAKYUSHU 
Diego Zilio

Diego Zilio / PADOVA

Da Tokyo a Kitakyushu, il volo delle Farfalle è sempre da medaglia. Dai Giochi Olimpici ai Mondiali le azzurre della ginnastica ritmica continuano a sognare e far sognare, ancora dal Giappone: dopo il bronzo a cinque cerchi, stavolta si laureano campionesse iridate.

Ed è un oro che parla anche veneto, grazie a Daniela Mogurean, in squadra assieme ad Alessia Maurelli, Martina Centofanti (figlia di quel Felice Centofanti che ha giocato a calcio nel Padova tra il 2000 e il 2003), Agnese Duranti e Martina Santandrea, con la riserva Laura Peris. Tutte portacolori dell’Aeronautica Militare, nell’ultima giornata della rassegna hanno conquistato il titolo nella specialità con i cerchi e le clavette, il cosiddetto esercizio misto.

Con il punteggio di 42.275 punti, le ragazze allenate da Emanuela Maccarani hanno preceduto le russe, seconde con 40.950 punti, e il Giappone, bronzo con 40.900. Subito dopo, a suggellare un’edizione indimenticabile per la nazionale azzurra, è giunto pure un secondo posto, nella Final eight alle 5 palle.

«Quanto l’abbiamo desiderato, quanto l’abbiamo sognato e quanto abbiamo lavorato per essere qui», il commento sui suoi canali social di “Dana”, come la chiamano tutti, Mogurean. «Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto fino in fondo, ci hanno sostenute e ci hanno tifate».

Ma chi è Dana? Nata a Chisinau, in Moldavia, il 16 luglio 2001, è cresciuta in Veneto, iniziando a praticare ginnastica ritmica alla Vis Favaro Mestre all’età di 7 anni, per poi passare all’Ardor Padova a 14, dopo una breve ma felice parentesi nella Ginnastica Fabriano. A lanciarla, l’allenatrice Sandra Veronese. Nel 2017 è entrata a far parte della squadra nazionale, trasferendosi a Desio, dove si allenano le azzurre. «L’esercizio con cerchi e clavette è quello a cui siamo più legate e quello in cui ci riconosciamo di più», aggiunge in coro con le compagne di squadra. «Abbiamo iniziato a costruirlo due anni fa. Tanto sudore e tanta fatica per renderlo perfetto ma, alla fine, ce l’abbiamo fatta proprio qui, al Mondiale di Kitakyushu, passando per Europei ed Olimpiade. È stato impeccabile! Lo stesso presidente della Federazione internazionale, Morinari Watanabe, si è avvicinato a noi per congratularsi e confidarci che gli abbiamo fatto venire la pelle d’oca. Mi auguro che il futuro ci riservi tante altre emozioni proprio come aver cantato l’Inno di Mameli davanti al pubblico giapponese. Ora ci aspetta un po’ di vacanza e poi torneremo in pedana per preparare gli impegni futuri. Noi vi promettiamo di volare sempre più in alto, come solo le Farfalle sanno fare!». La sua gioia è condivisa anche dall’Ardor: «Per noi, quest’ennesimo risultato prestigioso non può che essere fonte di orgoglio», commenta da Padova Letizia De Kunovich, responsabile della sezione ritmica. «Rivedere Dana e la sua squadra in pedana dopo un bronzo olimpico dimostra quanto quest’Italia sia tenace e ambiziosa». —

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