Liam e Omar: cuore, bici e famiglia

TRIBANO. «D’accordo, siamo fratelli, entrambi ciclisti, ma non paragonateci ai fratelli Andy e Frank Shleck. Loro sono scalatori, noi passisti». Idee chiare per Omar e Liam Bertazzo, i due fratelli di Tribano, che proprio quest’anno si sono ritrovati per la prima volta a correre da avversari e che in questi giorni sono impegnati in Belgio e Olanda. In settimana, Omar (25 anni), professionista della Androni Giocattoli Venezuela, a Schelderprijs ha affrontato un’altra tappa valida per la campagna del Nord. Liam (22 anni), approdato questa stagione alla squadra continental della Mg-KVis Wilier Trevigiani Norda, indosserà invece la maglia della Nazionale Under 23 per tre prove di Coppa delle Nazioni su strada: Giro delle Fiandre (domani), La Cote Picarde (mercoledì 16 aprile) e Zlm Tour in Olanda (sabato 19 aprile). Stavolta, però, le loro biciclette non sfileranno una accanto all’altra come qualche giorno fa al Gp Nobili o alla “Settimana Coppi e Bartali” in Emilia Romagna. «Stare in bici affianco a Omar», confida Liam, «mi ha lasciato addosso una grande emozione. Ormai, è al quarto anno da professionista e posso solo imparare da lui. È il mio faro e mi dà sempre utili consigli. E poi correre con tuo fratello vicino è bello perché è la mia famiglia. Non significa soltanto ciclismo». Fin da piccoli, Liam e Omar sono stati abituati a condividere la passione per le due ruote a pedali, anche se all’inizio avevano scelto la ginnastica ritmica e il rugby. «Mio papà già all’epoca era un ciclista amatoriale», racconta Omar, «Mi ero stancato del rugby e prendendo esempio da lui provai la bicicletta. E adesso eccomi qui in Belgio. Se non fosse stato per lo streptococco, che ho contratto in Malesia, avrei partecipato anche al mio primo Giro d’Italia. Peccato non abbia le condizioni fisiche ottimali per disputare una corsa del genere. Certo, sarebbe fantastico gareggiare ancora con mio fratello. Al Gp Nobili e alla Coppi e Bartali, ho provato una strana sensazione. È vero, ho consigliato Liam facendo il fratello maggiore, ma solo perché ho un po’ di esperienza in più». Tra raduni ciclistici, amici e famiglia (vivono con papà Demetrio e mamma Marina), i Bertazzo trascorrono la maggior parte del tempo assieme. Ma in futuro il sogno è sfrecciare in bici con lo stesso team. «Pur essendo entrambi passisti», sostiene Liam, «siamo complementari. Omar sarebbe il compagno perfetto per tirare una volata. Speriamo di militare presto nella stessa squadra». «È l’obiettivo massimo», chiosa Omar, «Chissà, magari già l’anno prossimo il sogno potrebbe diventare realtà».
Mattia Rossetto
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