Michieletto, il trattore: supera infortuni e si laurea in economia

Impossibile conciliare studio e carriera sportiva?
«Macché, tutto dipende da noi stessi. Certo, bisogna farsi il mazzo. E prepararsi a superare difficoltà e imprevisti».
Se c'è qualcuno che s'intende di ostacoli è Riccardo Michieletto, seconda linea dell'Argos Petrarca, che a 25 anni ha già affrontato cinque infortuni gravi, con relative operazioni chirurgiche, e una malattia autoimmune, riuscendo a tornare in campo sempre più determinato. Parallelamente ha percorso un iter accademico di alto profilo, completando la triennale in Economia e la specialistica in Business Administration, corso biennale a numero chiuso in inglese, nei cinque anni previsti. Un traguardo raggiunto prima di Natale, apprezzato sia dall'università di Padova sia dal Petrarca Rugby.
«Due istituzioni, l'ateneo patavino e il Petrarca, che devo ringraziare per l'aiuto e la fiducia che mi hanno dato in questi anni intensi», sottolinea Michieletto, un cristo da 1.95 per 115 chili, con barba e capello fluente, soprannominato da tutti "Trattore", per l'attitudine ad andare avanti sempre.
«Ho conseguito la laurea con il programma 'Studente-Atleta', che garantisce borsa di studio e regime flessibile ad atleti d’interesse nazionale, per cui sono stato anche premiato al Bo. E' importante che l'università italiana riconosca esigenze e meriti degli sportivi», sottolinea. Cresciuto a Zero Branco e iniziato al rugby a 7 anni, al Benetton Treviso, Michieletto è stato capitano della Nazionale Under 20 prima di approdare al Petrarca, con cui ha vinto lo scudetto 2018. Una serie micidiale di infortuni gli ha però precluso traguardi più ambiziosi, come Celtic League o Nazionale Maggiore.
«Ho affrontato cinque operazioni: ai polsi, alle ginocchia e alla spalla destra, più infortuni muscolari di varia entità. Inoltre ho il morbo di Crohn, una malattia gastroenterologica autoimmune. Nel 2014, ai Mondiali Under 20, ho giocato senza sapere di cosa si trattasse, prendendo cortisone per il dolore. In due mesi ho perso 23 chili, sono rimasto fuori metà stagione per trovare le cure, tornando nel 2015. Un anno fa purtroppo si è manifestata di nuovo. In tutto ciò, il Petrarca è stato una vera famiglia. Ha creduto nel giocatore, nello studente e nell'uomo».
Quest'anno Michieletto ha ottenuto un contratto part-time, unico caso nella rosa tuttonero. «Con pazienza e flessibilità, la società mi ha concesso un part-time per completare la tesi», spiega, «Ho studiato, per la Fantic Motors, le alternative di sviluppo per il mercato italiano e francese. Un lavoro sperimentale, di 200 pagine in inglese, che mi ha fruttato un voto finale di 102. In settembre ho anche fatto un tirocinio da product manager, alla Kering Eyewear».
«Sogno di lavorare nell’auto motive, magari con le moto», rivela, «ma non è passata la voglia di giocare, anche se devo allenarmi spesso da solo. Spero di avere più continuità nei prossimi mesi, perché il gruppo è splendido e respiro un'aria veramente positiva». —
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