Perquisita la ricevitoria dell’amico di Buffon

ROMA. Il blitz è scattato a Parma mentre a Zurigo si preparava la malinconica sconfitta della Nazionale italiana contro la Russia. Nel tardo pomeriggio, gli investigatori della Guardia di finanza di Torino si sono presentati in via Garibaldi 22, nel centro della città, per perquisire la ricevitoria di Massimo Alfieri, l’amico a cui Gigi Buffon avrebbe girato nel 2010 quindici assegni per un totale di1.660.000 euro (14 più un ulteriore titolo da 75mila euro).
Gli uomini delle Fiamme gialle, che a tarda sera erano ancora all’interno del locale, hanno acquisito la documentazione registrata sui computer in cui vengono archiviate le scommesse sportive del punto Better-Lottomatica. Al setaccio anche una cantina attigua al negozio, che viene utilizzata come magazzino e archivio. Alle operazioni non ha assistito Alfieri, che è in vacanza negli Stati Uniti.
I controlli della Finanza sono scattati proprio nel giorno in cui i Monopoli, secondo quanto riferito dall’agenzia Agipronews, avevano chiarito che i flussi di gioco relativi alla tabaccheria appaiono regolari. «Non si hanno informative circa comportamenti scorretti da parte del bookmaker e del titolare del punto vendita – aveva sottolineato poche ore prima l’Ufficio scommesse – ivi compresi quelli relativi all’antiriciclaggio, che obbligano il gestore al riconoscimento del giocatore che scommetta o incassi vincite per cifre superiori ai mille euro».
Tutti i dati registrati nel locale, dunque, potrebbero consentire agli inquirenti di identificare gli scommettitori del corner Lottomatica, che risulta specializzato nell’accettazione di scommesse su sport “minori”, come basket, hockey su ghiaccio e tennis.
Solo «transazioni di tipo privato». Nessuna scommessa, tantomeno illecita, ha ripetuto ieri Marco Valerio Corini, avvocato di Gigi Buffon: le puntate da un milione e mezzo di euro ipotizzate in una informativa della Guardia di finanza di Torino non sono altro che «ipotesi fantasiose». «Non si parla da nessuna parte di scommesse clandestine, altrimenti sarebbe reato. L’informativa riservata – ha affermato il legale – non ipotizza che i pagamenti fossero riferiti a scommesse, ma cita un virgolettato dov’è la banca che ha eseguito le transazioni a ipotizzare ciò sulla base del fatto che il destinatario ha una ricevitoria a Parma». In realtà, sono anche gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria, nelle conclusioni al documento, a sottolineare che «non è possibile escludere a priori che il soggetto segnalato abbia posto in essere un’intensa attività finanziaria legata al mondo delle scommesse sportive». Per Corini, tuttavia, Buffon «è in grado di dimostrare» che i trasferimenti di denaro, avvenuti nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2010, non erano riferiti a scommesse. «Non c’è nulla che possa dimostrare che Buffon abbia scommesso – ha detto – sono transazioni economiche tra due persone che si conoscono da anni di cui uno ha una ricevitoria. Non ci si pone il dubbio che possano essere operazioni immobiliari o altro». Il bonifico più cospicuo – ha spiegato inoltre Corini – risale al 13 settembre 2010 e riguarda l’acquisto di venti Rolex «che sono nella cassaforte di Gianluigi da mesi, un acquisto compatibile con il suo reddito e che è scritto nella causale del bonifico: cos’altro deve fare?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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