"Sogno di incontrare Del Piero"

Parla Chiara Rosa: «Amo mangiare, lo sport e i rugbisti»
SAN MICHELE DELLE BADESSE. Un nome delicato, che è quasi poesia. Ma anche un enigma, per cui non sai mai quale sia il nome o il cognome. Poi però pensi che non c’è nulla di poeticamente delicato a vederla così, enorme, a scaraventare via una sfera di metallo. Chiara Rosa, la campionessa italiana del lancio col peso, è stata la regina del meeting di atletica che si è svolto allo stadio Euganeo, dove ha ricevuto tutti gli applausi di casa. Quelli che non le erano arrivati quando, il 24 giugno scorso, era a Milano a dire a tutta Italia che la più forte è lei, con i suoi 19 metri e 15 centimetri da record.


Tanto è impressionante la mole di Chiara, tanto è travolgente la sua simpatia. Certo, un fuscello non deve proprio esserlo una che lancia una boccia da 4 chili a quasi 20 metri di distanza. Ma, scava, scava, questa Rosa è una tenerona. Occhio sveglio da casinara («alle superiori avevo l’8 fisso in condotta») e dichiaratamente buongustaia («amo le porzioni violente, i piattini invisibili li lascio agli altri»).


E' tremendamente legata alla famiglia: la mamma Adriana Carraro, 64 anni, che nella vita «si occupa di me», papà Antonio, 68 anni, impresario edile, anzitutto. E il fratello Lorenzo, 31 anni che si è sposato con Alessandra e insieme hanno dato vita al nuovo «re di casa Rosa», il piccolo Filippo. Senza dimenticare i componenti a quattro zampe: Stellina, Lolli, Toto e il Samoyedo Lana. Che Chiara sia una tenerona, lo si capisce quando ammette che «la telefonata che mi ha fatto più piacere il giorno del record, è stata quella di mio papà. Siamo riusciti a sentirci solo alle 23.30, e lì non ce l’ho più fatta. E’ stato un crollo psicofisico. I miei genitori sono i fari della mia vita, li adoro in modo incondizionato. Dovrebbe essere così per tutti».

Una devozione reciproca: «Sono nata dopo 19 anni di matrimonio, a papà potrei chiedere qualsiasi cosa. E’ che cerco di trattenermi».


Com’è Chiara Rosa fuori dalle piste di atletica?
«Sono come papà: mine vaganti, quelli da controllare. Tendiamo a partire per la tangente. L’altro giorno ero in piscina con amici, a un certo punto mi ha telefonato mia mamma per dirmi stai ferma, non fare danni. Sembrava che mi vedesse, a saltare con le ciambelle e a far casino. Che macello. Ma è bello così».


Quando non è in giro per gare, a casa Chiara è molto abitudinaria: «Ho un sacco di cose da fare, oltre agli allenamenti. Il coffee time con Enrico Malgarini, e il martedì cinema con Daniele Gasparini, tutti amici d’infanzia. Il venerdì o la domenica: in giro con la compagnia, 15 persone circa. E poi ci sono le amiche dell’atletica: Sara Scaccabarozzi, Alessandra Finesso, Chiara Da Rin».


E la vita privata?
«A 17 anni avevo un fidanzatino, ma non ero innamorata, e allora ho scelto di godermi la mia libertà. Poi invece mi sono innamorata, e quando è finita ci sono rimasta male. Adesso, se capita, bene. Ma deve avere delle caratteristiche. Quali? Non deve essere geloso. Deve capire l’importanza dell’atletica nella mia vita. E deve essere minimamente religioso: ho avuto un’educazione cattolica, e mi piacerebbe avere un compagno che condivida gli stessi valori».


E poi?

«Se è un bel moro, è meglio. Un rugbista: mi piacciono un sacco. Caratterialmente deve essere sicuro di sé, ma senza temere di mostrare il suo lato sensibile. Forte ma non troppo, perché l’orgoglio è una brutta malattia».


E Il sogno di Chiara Rosa?
«Incontrare Alex Del Piero, il mio idolo, per dirgli: Grazie per aver segnato quel gol alla Germania. Dopo il mio record, c’è la sua rete».

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