Virata su Alfageme il gaucho che fa gol

PADOVA. Francesco Tavano è già un lontano ricordo, il direttore generale Giorgio Zamuner ha già in canna il colpo per sistemare l’attacco biancoscudato. Luis Alfageme, seconda punta classe 1984, è ormai vicinissimo a vestire la maglia biancoscudata. Una trattativa-lampo che nella giornata di ieri ha trovato concretezza in poche ore, e che sta per portare all’arco di mister Oscar Brevi una nuova freccia. Magari per la piazza non sarà facile dimenticare il sogno, che la scorsa settimana sembrava vicinissimo alla realizzazione, di vedere in biancoscudato “Ciccio” Tavano, uno che di gol, tra Serie A e B, in carriera ne ha fatti tantissimi. Ma l’argentino, in arrivo dalla Casertana, pur rappresentando un’alternativa alla prima scelta, può comunque diventare un ingresso di peso.
IL PROFILO. Luis Maria Alfagme, argentino di La Pampa, nella sua carriera, nella posizione di ala destra, ha sempre sfruttato la rapidità, abbinata alla forza fisica (ben 191 centimetri d’altezza) riuscendo a dire la sua per sei stagioni in Serie B. Era stato il Brescia, nel 2004, a portarlo in Italia dal Koge, squadra danese che l’aveva prelevato dal Boca Juniors: in cadetteria, negli ultimi 12 anni, ha vestito la maglia delle Rondinelle, del Grosseto e della Ternana, intervallate dalle esperienze in Lega Pro con Cremonese, Samb, Lanciano e Benevento. Ma è stata nell’ultima stagione alla Casertana che, spostato nella posizione di seconda punta, è arrivato per la prima volta in doppia cifra, segnando 10 reti in 28 presenze. Ed è questo, con tutta probabilità, il ruolo che gli verrà cucito addosso anche in biancoscudato.
LA TRATTATIVA. Il giocatore argentino ieri mattina ha lasciato il ritiro della ormai sua ex squadra, e a Caserta l’ambiente non l’ha di certo presa bene. Negli ultimi giorni, infatti, la proprietà campana gli aveva proposto un rinnovo del contratto a cifre “spalmate”, come si usa dire in questi casi, rispetto all’anno scorso. Ed è qui che Zamuner è entrato in gioco: con un’offerta superiore e un contratto di due anni, il Padova sembra essere arrivato vicinissimo ad un accordo. Che potrebbe essere siglato entro l’inizio della prossima settimana, quando il giocatore sbarcherebbe in città.
RITORNO A CASA. Ieri, alla Guizza, è stato intanto il momento delle presentazioni per il giovane Riccardo Gaiola. Il centrocampista arrivato in prestito dall’Inter, padovano doc e cresciuto nel settore giovanile biancoscudato, è finalmente tornato a casa. «L’Inter avrebbe voluto rimandarmi al Prato», l’ammissione del regista ventenne, «Ma quando ho saputo che sulle mie tracce c’era anche il Padova non ho più avuto dubbi: volevo venire qui, e coronare quello che era stato il mio sogno sin da bambino». L’irresistibile richiamo delle radici, in poche parole. «Sono arrivato al Padova quando avevo dieci anni, e ci sono rimasto fino ai Giovanissimi. Quando avevo 14 anni sono passato all’Inter, e quindi negli ultimi due anni ho giocato in prestito tra Cesena e Prato. Finalmente sono tornato: per me è un’emozione grandissima vestire la maglia della prima squadra. Da piccolo facevo il raccattapalle all’Euganeo, sognavo un giorno di poter giocare in quello stadio, ed è veramente bello esserci riuscito».
Ai ricordi del passato si mischiano i buoni propositi per il futuro: nella memoria di Gaiola, infatti, c’è un episodio legato al derby col Venezia, che proprio quest’anno tornerà a giocarsi dopo sette anni di assenza. «Mi ricordo il 4-1 del 2008: io ero a bordo campo, e non potrò mai dimenticare l’esultanza di Roberto Muzzi, che dopo il 3-1 mimò il gesto del gondoliere sotto la curva. Quest’anno il derby tornerà di nuovo, e se mai dovessi riuscire a segnare proprio in quella gara, prometto che esulterò proprio come fece lui...».
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