L'atestino Deangeli è ospite a Dubai e siede tra i premi Nobel: «Un onore essere qui»
Il ricercatore 31enne era tra gli invitati del World Government Summit: presenti anche 35 delegazioni governative. Tra i temi, l’AI e le applicazioni biomediche

A Dubai erano invitati ben 130 scienziati, metà dei quali vincitori di premi Nobel. Ma anche 150 delegazioni governative, tra cui 35 presidenti e primi ministri. C’era anche l’atestino Giulio Deangeli, in un evento creato proprio per essere occasione di incontro tra la storia della scienza e il mondo dei giovani e più promettenti ricercatori. Ed è l’ennesima soddisfazione per lo scienziato di Este, 31 anni, tra gli invitati del World Government Summit 2026 che si è concluso da pochi giorni. Intelligenza artificiale, cambiamento climatico, tensioni geopolitiche e incertezza economica i temi trattati dal grande evento ospitato dagli Emirati Arabi Uniti, vertice pensato come piattaforma globale orientata all’azione piuttosto che al dibattito fine a se stesso.
Un luogo di dialogo diretto tra la leadership scientifica globale e i governi di tutto il mondo. Questa edizione è stata la più grande nella storia del summit, anche e soprattutto per il numero (e la qualità) dei relatori e per quello delle rappresentative politiche nazionali. Per la prima volta, il vertice ha infatti ospitato anche il World Laureates Summit, evento organizzato dalla World Laureate Association, l’associazione mondiale di premi Nobel, che ha coinvolti direttamente nei dibattiti politici i vincitori dell’importante riconoscimento e scienziati di spicco. Tra gli ospiti erano attesi Michael Levitt (Nobel nella Chimica nel 2013), Kip Thorne (Nobel per la Fisica nel 2017) e John Hopcroft (Turing Award nel 1986), ma anche Alessio Figalli, matematico, vincitore della Medaglia Fields, il “Nobel” della Matematica.
«Io sono stato invitato come Young Scientists Forum, perché l’associazione mira anche a mettere in contatto i professori che hanno fatto la storia con i ricercatori più giovani da tutto il pianeta. Nel mio panel, ho parlato dopo cinque Nobel per la medicina: è stato un onore immenso». Tra i criteri che hanno portato Deangeli a Dubai c’è anche il recente inserimento del giovane tra i 30 Under 30 più influenti per Forbes Nord America: nel suo intervento ha approfondito in particolare il tema dell’AI e delle applicazioni biomediche.
Temi che impegnano quotidianamente lo scienziato atestino, divenuto famoso in tutta Italia nel 2020, al conseguimento delle cinque lauree in parallelo: Medicina, Biotecnologia, Ingegneria, Biotecnologia molecolare, oltre a un diploma d’eccellenza della Sant’Anna di Pisa in Scienze mediche. Ma il record di sei anni fa è stata solo la base di un successo che si sta consolidando di mese in mese. Deangeli è infatti cofondatore di Oxbridge Clinical, startup con sede a Boston che ha già raccolto più di cinque milioni di dollari, è valutata 22,5 milioni ed è sostenuta da un finanziatore italiano che ha subito creduto nel progetto, da un fondo specializzato in biotecnologie disruptive e da una fondazione americana, attenta a progetti che abbiano un impatto umanitario globale. Recentemente il 31enne, attraverso la fondazione creata nel 2017, ha lanciato anche Gathere, programma di formazione dedicato a 50 ragazzi dai 16 ai 35 anni. Perché la conoscenza, mantra di Deangeli, va sempre condivisa. —
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