Noventa Padovana, petardi e bagni intasati alla media Santini: merenda in classe
La “punizione” per i ragazzi di prima. Ma non mancano le proteste: «Per colpa di pochi, punite sei sezioni: che lezione è stata per i responsabili?»

Per colpa di pochi, pagano tutti. Va in questo senso la decisione presa in una scuola della Cintura: da una settimana la ricreazione si svolge direttamente in classe, con gli studenti costretti a consumare la merenda al proprio posto. È quanto accaduto alle sei classi prime della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Santini” di Noventa Padovana (per alcune classi, in realtà, il provvedimento è già caduto).
La decisione è stata messa nero su bianco su una circolare firmata dalla dirigente scolastica Giovanna Ferrari.
La “punizione”
Il provvedimento, entrato in vigore a partire dal 4 febbraio scorso e valido «fino a nuova comunicazione», è stato adottato a causa delle «persistenti difficoltà di gestione riscontrate durante l’intervallo interno» e della «reiterata indifferenza ai richiami del personale docente».
Nei giorni precedenti, infatti, all’interno del giardino scolastico erano stati rinvenuti alcuni petardi, mentre in più occasioni alcuni servizi igienici erano stati volutamente intasati, creando situazioni potenzialmente pericolose e disagi per l’intera comunità scolastica.
Le proteste
E le proteste non sono mancate. «Quando andavo a scuola io si adottava il metodo “punirne uno per educarne cento”, racconta un genitore di un alunno di prima media. Si vede che le cose sono cambiate. Cosa avranno imparato quei pochi ragazzini “esuberanti” da questa lezione»? Una situazione di intemperanza che ha spinto la dirigenza a intervenire per «garantire l’incolumità degli studenti e il rispetto del regolamento d’Istituto».
Da qui la decisione di vietare l’uscita dalle aule durante l’intervallo: gli alunni sono rimasti in classe, consumando la merenda seduti al banco. L’accesso ai bagni è stato consentito solo singolarmente e previa autorizzazione del docente in turno di vigilanza, con un controllo più stringente sugli spostamenti all’interno dell’edificio scolastico.
La circolare della preside
Nella circolare si sottolinea come l’intervallo rappresenti sì un momento di pausa dall’attività didattica, ma anche un’occasione educativa che deve svolgersi «in un clima di correttezza e responsabilità».
Eventuali ulteriori comportamenti scorretti, viene specificato, potranno essere sanzionati con note disciplinari o con provvedimenti deliberati dai consigli di classe. La dirigente ha inoltre invitato le famiglie a collaborare attivamente con la scuola per richiamare i ragazzi al rispetto delle regole di convivenza civile. Un richiamo al senso di responsabilità che arriva a poche settimane di distanza da un altro episodio che aveva acceso il dibattito all’interno dell’istituto.
Zaini pesanti, libri a scuola
Proprio alla scuola “Santini”, infatti, la protesta di un genitore per il peso eccessivo degli zaini aveva portato a una decisione significativa: permettere agli studenti, su base volontaria, di lasciare i libri a scuola e di studiare a casa utilizzando le versioni digitali dei testi.
Una misura che aveva trovato il favore di molte famiglie e che aveva evidenziato come, attraverso il dialogo e il confronto, sia possibile individuare soluzioni concrete a problemi quotidiani che incidono sul benessere degli studenti.
Due vicende diverse, ma legate da un filo comune: la necessità di trovare un equilibrio tra regole, sicurezza e attenzione alle esigenze dei ragazzi, in un percorso che coinvolge scuola e famiglie in una responsabilità condivisa. —
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