Quattro chili di droga nel frigo e 115 mila euro nell’armadio: due arresti a Padova

Il blitz della Squadra Mobile è scattato dopo un controllo stradale. In casa trovati hashish tra i surgelati, cocaina nella stufa a pellet e 115 mila euro nascosti negli armadi

Silvia Bergamin
La droga e i contanti sequestrati a Padova
La droga e i contanti sequestrati a Padova

Quattro chilogrammi di hashish nascosti tra i surgelati del frigorifero, un centinaio di grammi di cocaina pronti allo smercio celati nella stufa a pellet e una vera e propria fortuna in contanti – ben 115.000 euro – murata negli armadi delle camere da letto.

È il bilancio del fulmineo blitz antidroga condotto nella tarda serata di mercoledì 24 giugno dagli uomini della Squadra Mobile della questura di Padova, che ha portato all'arresto di due marocchini, un 42enne regolare e incensurato e un 37enne irregolare con precedenti specifici.

L’intera operazione è nata quasi per caso, lungo le arterie stradali della provincia di Padova. Una pattuglia della Mobile ha intimato l'alt a un'autovettura che procedeva in direzione di Venezia. Al volante c'era il 42enne. Quello che doveva essere un normale accertamento di routine si è trasformato in pochi minuti in un'indagine ad alto potenziale.

L'uomo, alla richiesta dei documenti, ha manifestato un insolito quanto vistoso nervosismo, balbettando risposte elusive sui motivi della sua presenza in zona e arrivando persino a dichiarare di essere un senzatetto. Un comportamento che ha insospettito non poco gli investigatori.

La conferma che l'uomo stesse nascondendo qualcosa è arrivata prima dal vano portaoggetti dell'auto, dove aveva tentato di occultare frettolosamente un portafoglio gonfio di banconote per un valore di oltre 6.000 euro, e poi dal suo stesso smartphone. Mentre i poliziotti approfondivano i controlli scoprendo che il soggetto risultava completamente disoccupato, l’uomo ha tentato disperatamente di cancellare dalla galleria del telefono alcune immagini compromettenti, che ritraevano involucri del tutto identici a quelli utilizzati dai trafficanti internazionali per sigillare i panetti di droga.

Nonostante l'ostinato rifiuto del conducente di fornire le chiavi e di ammettere il possesso di un'abitazione – smentito dai documenti d'identità in suo possesso – i poliziotti si sono recati presso il suo indirizzo di residenza, in provincia di Venezia. Sul posto, grazie a rapidi riscontri sul vicinato, gli agenti hanno scoperto che il 42enne non gestiva solo il proprio appartamento, ma utilizzava sistematicamente anche l'alloggio adiacente, all'interno del quale vi era un continuo e guardingo viavai di connazionali.

La perquisizione domiciliare, estesa a entrambi gli immobili, ha svelato il cuore del business illecito.

Nel secondo appartamento i poliziotti hanno sorpreso il complice, un 37enne irregolare sul territorio nazionale, che custodiva le chiavi dell'appartamento ufficiale. All'interno del frigorifero di quest'ultimo sono stati rinvenuti 8 grandi involucri contenenti panetti di hashish da 100 grammi l’uno, per un peso complessivo di 4 chilogrammi.

Nell'alloggio del 37enne, invece, l'ispezione della stufa a pellet ha permesso di scovare 59 dosi di cocaina pronte alla vendita (circa 80 grammi totali) e diversi bilancini di precisione. Il vero colpo di scena è arrivato però dalle camere da letto: nascosti nei rispettivi armadi, avvolti in sacchetti di nylon, c'erano altri 4 pacchi di denaro contante per un valore di circa 108.000 euro, accumulati grazie alla fitta rete di spaccio e che portano il sequestro monetario complessivo alla cifra record di oltre 115.000 euro.

Accompagnati negli uffici della questura di Padova per la completa identificazione, i due trafficanti sono stati dichiarati in arresto e trasferiti presso la casa circondariale di Venezia.

La tolleranza zero è scattata immediatamente anche sul fronte amministrativo: il questore di Padova, Marco Odorisio, ha infatti già avviato le procedure d'urgenza per la revoca del permesso di soggiorno del 42enne e ha disposto per il 37enne clandestino il contestuale trattenimento in un centro di permanenza per il rimpatrio, dove verrà scortato non appena lascerà il carcere in vista della sua definitiva espulsione dall'Italia.

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