I residenti all’Arcella raccontano la sparatoria: «Eravamo nel panico, sembrava fossero i padroni della strada»

Chi era in strada parla di un passaggio rapidissimo, quasi impossibile da mettere a fuoco: un’auto scura, la sensazione di un inseguimento alle spalle e la paura istintiva di spostarsi verso il marciapiede per evitare il peggio

Silvia Bergamin
La zona della sparatoria
La zona della sparatoria

Un’auto lanciata a folle velocità lungo via Saetta, lo zig zag continuo tra le corsie e il rumore secco di colpi d’arma da fuoco che si sovrappone al passaggio. È così che la serata si spezza, in pochi istanti, trasformando una zona residenziale in un corridoio di fuga attraversato nel panico.

«Sono ancora sconvolta, stavo passeggiando con il mio cane quando ho visto sfrecciare un’auto lungo la via, andava a zig zag con grande arroganza, sembravano i padroni della strada. Correvano talmente forte che ho temuto per le altre auto, che facessero male a qualcuno», racconta una residente di via Saetta. Chi era in strada parla di un passaggio rapidissimo, quasi impossibile da mettere a fuoco: un’auto scura, la sensazione di un inseguimento alle spalle e la paura istintiva di spostarsi verso il marciapiede per evitare il peggio.

Alcuni riferiscono anche di aver sentito più sirene in rapida sequenza, mentre altri collocano il rumore degli spari nei secondi immediatamente precedenti o durante il passaggio del mezzo.

La velocità non cala

Dopo il primo transito in via Saetta, la corsa prosegue in direzione via Plebiscito, attraversando un tratto urbano in cui la carreggiata si restringe e gli incroci si susseguono. La velocità non cala, anzi aumenta la sensazione di perdita di controllo. Il veicolo si avvicina allo stop di via Geremia senza arrestarsi. Nessuna frenata evidente, solo la prosecuzione della corsa fino al punto in cui la traiettoria diventa ingestibile. L’auto tira dritto, esce dalla sede stradale e termina la sua corsa contro la muretta di recinzione di un’abitazione in via Leonati, abbattendola e sfondando parte della proprietà.

Lo schianto e il silenzio

Il boato è netto e si propaga tra le abitazioni circostanti. «Erano le 22.30, ero a letto a guardare la televisione quando ho sentito una frenata secca e poi un botto», racconta un residente. «Sono uscito sul cancello e ho visto un paio di persone fuggire per i campi mentre uno non è riuscito a scappare perché è arrivata immediatamente la polizia. Ci siamo spaventati molto».

Il momento successivo è concitato. Alcune persone si allontanano a piedi verso la campagna retrostante, approfittando dell’oscurità e dei varchi tra i terreni. Uno dei banditi viene invece raggiunto e bloccato in tempi rapidissimi dalle forze dell’ordine già presenti in zona o sopraggiunte immediatamente dopo l’impatto.

Danni alla recinzione

La muretta di recinzione risulta divelta, con detriti sparsi lungo il bordo della strada e nel terreno privato. L’auto, ridotta a un punto d’arresto violento, lascia una scia di frammenti e parti meccaniche sull’asfalto. Ma il danno più delicato arriva subito dopo: nell’urto viene colpita anche una colonnina del gas. «C’era una puzza di gas terribile», riferisce il testimone. L’odore si diffonde rapidamente tra le abitazioni, costringendo i residenti a restare all’esterno e ad allertare ulteriormente i soccorsi.

Il senso di insicurezza

In via Saetta, il racconto dell’episodio si intreccia con una percezione di insicurezza già radicata. «Vivo in questo quartiere dal 2000 e mi sento da dire che non è una zona tranquilla. Quando esco, mi guardo sempre alle spalle. La scorsa settimana una persona è stata rapinata in via Leonardo da Vinci, non è un bel vivere», spiega un altro abitante. Le parole non descrivono solo l’episodio della serata, ma un clima che i residenti definiscono costante, fatto di attenzione continua e di una soglia di allerta ormai quotidiana.

Controlli nella notte

L’intera area viene immediatamente isolata. Le strade restano chiuse fin dopo mezzanotte, quando viene dichiarata la sicurezza della rete del gas e ripristinata la viabilità. Nel frattempo, i tecnici intervengono per la messa in sicurezza della colonnina danneggiata e per verificare eventuali ulteriori perdite.

I rilievi delle forze dell’ordine proseguono fino a notte fonda, con la ricostruzione dettagliata della traiettoria dell’auto, dei punti di passaggio e delle fasi dell’inseguimento. Si lavora anche sui danni materiali e sulle testimonianze raccolte casa per casa.

Una notte che lascia segni

Oltre alla recinzione abbattuta e alla rete del gas compromessa, resta soprattutto il racconto dei residenti: una sequenza veloce, quasi frammentata, in cui il rumore degli spari si sovrappone alla corsa, e la percezione del pericolo si mescola alla realtà dello schianto. «È stato davvero un miracolo che nessuno si sia fatto male», ripetono più voci nella zona.

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