Il Cittadella fallisce l’assalto al quarto posto: l’Arzignano vince 1-0

Gli ospiti mancano la prova di maturità, prestazione deludente. Decide Lanzi nel primo tempo

Diego Zilio
Una fase del match
Una fase del match

Male. Se doveva essere una prova di maturità, il Cittadella l’ha fallita. Aveva l’occasione per risalire al quarto posto approfittando del pareggio interno del Trento con la retrocessa Triestina, e invece addirittura perde terreno. Ma, al di là del risultato, è la prestazione a deludere ampiamente.

Specie se si considera la prima frazione, completamente regalata dalla squadra di Iori, troppo compassata per candidarsi a un ruolo da protagonista ai playoff. Sempre in ritardo sulle seconde palle, vulnerabile quando presa in verticale, le è addirittura andata bene a presentarsi all’intervallo sotto di un solo gol (altra papera di Saro), dopo che l’Arzignano ha pure colpito un incrocio dei pali e fallito un rigore col grande ex Minesso.

La scontata reazione della ripresa non è bastata. E quel minimo sindacale di cattiveria agonistica che serve in ogni campo? Del tutto assente. Una latitanza su cui occorrerà interrogarsi. Ritmi non altissimi all’inizio, poi Saro è chiamato in causa da Lakti in contropiede. Un’occasione che dà fiducia alla squadra di casa, che passa a metà frazione: sul rinvio diretto del portiere Manfrin, Nanni spizza e Lanzi prende palla lasciando partire da una trentina di metri un destro tutt’altro che irresistibile, che Saro non trattiene.

Ma il Citta non si sveglia dal suo torpore, tant’è che Boffelli, poco dopo la mezzora, ha tutto il tempo di prendere la mira da fuori area e di andare a colpire l’incrocio dei pali. E non è finita, perché prima dell’intervallo il Citta rischia pure di trovarsi sotto di due reti, con Saro che esce bene su Nanni ma poi, sul prosieguo dell’azione, stende Minesso: l’arbitro lascia correre, ma richiamato all’Fvs cambia idea e concede il - giusto - rigore. Proprio Minesso, però, allarga troppo il piattone dal dischetto e spreca malamente, graziando la sua ex squadra.

E la reazione degli ospiti? Tutta racchiusa nella proiezione offensiva di Angeli, che entra dalla sinistra, salta l’uomo ma conclude sull’esterno della rete. Troppo poco. Si riparte con Ghezzi e Cecchetto subito in campo e la formazione ridisegnata in un 4-4-2. Il Citta guadagna metri contro una squadra che ha speso molto, sfruttando soprattutto il suo nuovo asse a sinistra, ma si espone alle ripartenze, tant’è che la più grossa occasione capita ancora sui piedi giallocelesti di Cariolato, fermato in uscita da un Saro, stavolta, tempestivo.

Rabbi, in rovesciata, e Amatucci, di testa, non trovano la porta, D’Alessio, più o meno dall’altezza del dischetto non tira di prima e si fa rimpallare il pallone sull’invito di Ghezzi. Poi è Diaw a vedersi annullare un gol in fuorigioco sul lancio di Castelli da sinistra. Iori fa ricorso al monitor per una cintura di Boffelli su Angeli, l’arbitro non sanziona falli. Si arriva ai cinque minuti di recupero, ma nella fase finale non si gioca più. E al Citta non resta che rimuginare. Su una partita davvero brutta.

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