«Bresseo? Servono 250 mila euro»

TEOLO.
Non ha tutti i torti il sindaco di Teolo, Moreno Valdisolo, quando sostiene convinto: «Il Centro Sportivo Euganeo è un patrimonio della collettività, non possiamo svenderlo o, peggio, lasciarlo lì, a marcire». Già, ma quello di Bresseo è diventato un bel problema, soprattutto dopo che lo stesso Valdisolo, insieme a Roberto ed Edoardo Bonetto, la settimana scorsa ha compiuto un sopralluogo dettagliato all’interno della struttura per verificare quali e quante possibilità ci siano di rimettere in sesto un polo sportivo abbandonato a se stesso. Spiega il primo cittadino: «A fine dicembre abbiamo aperto un contenzioso con il vecchio Padova, perché riteniamo di aver subìto un danno non da poco. La convenzione pluriennale, che scadeva a giugno 2015, non è stata rispettata dall’Acp 1910, che, dopo la mancata iscrizione dell’estate scorsa alla Lega Pro, ha deciso di chiudere tutto, riconsegnandoci campi, spogliatoi e gradinata in condizioni che preferisco non commentare. Non riusciamo a quantificare l’ammontare dei costi che ci sono ricaduti addosso, e per questo motivo il giudice del Tribunale di Padova ha istituito un Ctu, Comitato tecnico ufficiale, di cui fanno parte due geometri, uno in rappresentanza della nostra amministrazione e l’altro della società, che dovrà esprimersi al riguardo. Abbiamo chiesto una documentazione attestante l’agibilità delle strutture, e non l’abbiamo mai ricevuta».
Ma quanti soldi servirebbero per rimettere a nuovo o quasi il Centro Euganeo? Il sindaco fa un ragionamento logico, visto quanto è successo: «Per ora abbiamo prelevato 15 mila euro dalle casse comunali per effettuare un minimo di manutenzione, come lo sfalcio dell’erba sui 4 terreni da gioco, i drenaggi, la sistemazione dell’impianto elettrico e il ripristino degli allacciamenti per il gas, ma qui la questione è seria: ne servono almeno 250 mila per un lavoro come si deve. Noi vogliamo fare le cose in modo corretto, non possiamo più permetterci di sottoscrivere intese che poi ci si sono ritorte contro. Se io pubblico un bando per l’assegnazione dell’area, che, ricordo, è di 30 mila metri quadrati, devo avere prima la certezza che sia agibile. E in questo momento non lo è».
Il nuovo Padova non ha alcuna responsabilità, ovviamente, per la gestione di Penocchio & C. e Valdisolo non chiude affatto le porte a Bergamin e Bonetto: «Dico la verità, se trovassi qualcuno disposto ad investire del denaro su Bresseo, non ci penserei un secondo a vendere...». In attesa di conoscere quale sarà il valore attribuito all’impianto, bisogna fare i conti con la realtà: «Prima sistemiamo le cose, poi indiciamo il bando per chi è interessato ad entrare. Bisogna mettere tutto a norma, ad esempio la gradinata sopra lo spogliatoio non è agibile. Ai dirigenti biancoscudati l’ho detto: ci vorranno mesi, ma per l’inizio del 2016 dovremmo essere a posto. Se fossero disposti ad aspettare, magari andando ad allenarsi per 4-5 mesi in un’altra stuttura, poi potremmo discutere con loro». (s.e.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








