Rugby, Petrarca da impazzire rimonta Rovigo ed è finale
I tuttoneri ribaltano il match negli ultimi minuti con una mischia dominante. Dopo la delusione dello scorso anno, Padova torna a sognare il tricolore e potrà giocare la partita decisiva in casa, al Plebiscito, il prossimo 2 giugno

È finale! E il Petrarca potrà giocarla in casa, al Plebiscito di Padova, il prossimo 2 giugno. I tuttoneri se la sono conquistata in maniera eroica, rimontando un Rovigo gladiatorio ma con il fiato corto, acciuffato da Trotta e compagni e finito a suon di spinte in mischia e carrettini da touche.
La squadra di Victor Jimenez, Paul Griffen e Giovanni Maistri ha compiuto una doppia impresa, ieri a Rovigo, sovvertendo il pronostico che li vedeva sfavoriti, avendo vinto con il minimo scarto all'andata, e facendolo di rincorsa, dominando sempre più la ripresa dopo un primo tempo di frustrazione per le occasioni mancate.
Fondamentale per completare la remuntada si è rivelata la mischia ordinata, che negli ultimi 20 minuti ha fruttato al Petrarca almeno quattro calci di punizione, decisivi per tornare in attacco e segnare la meta del sorpasso a cinque dal termine.
La gioia incontenibile esplosa al fischio finale in campo, in panchina e sugli spalti della Tribuna Ovest, ben documentata dal Petrarca Rugby sui suoi social, racconta perfettamente il senso di rivincita di questa squadra, troppe volte data per finita e criticata per non saper cogliere le occasioni.
E invece, a dispetto di tutto, il gruppo tuttonero si è dimostrato più forte delle difficoltà, dei tanti dubbi e perplessità che durante la stagione ha lasciato in testa ai suoi sostenitori.
E questa finale scudetto, conquistata nel tempio degli eterni rivali, non solo restituisce al club di Padova quella mancata lo scorso anno, perdendo la semifinale proprio al Battaglini, ma rappresenta anche il secondo torneo portato fino in fondo in questa stagione, dopo la Coppa Italia. In quel caso, a fine marzo, il Petrarca ha dovuto cedere al Valorugby Emilia, nello stadio degli avversari.
L'occasione di rifarsi ce l'avrà invece in casa sua, al Plebiscito, dove con buona probabilità i tifosi padovani saranno in maggioranza, come avvenuto nello scorso derby d'Italia.
Rispetto allo striminzito 9-8 sotto il diluvio di una settimana fa, la partita di ieri si è rivelata uno spettacolo emozionante e interpretato con coraggio da entrambe le squadre, che hanno utilizzato meno i calci tattici provando costantemente ad avanzare palla in mano.
Favorito dal bel tempo, il gioco in velocità ne ha guadagnato fin dalle prime azioni, con Rovigo subito vicino alla meta su bella discesa di Belloni sulla fascia sinistra, non sfruttata dai compagni. I padroni di casa sono passati in vantaggio poco dopo, su punizione di Thomson fischiata per una spallata in ritardo di Nowlan, mentre il Petrarca ha dovuto fare i conti con una difesa impenetrabile, arrivando vicinissimo alla meta con Botturi in off load su Scagnolari e poi facendosi soffiare due volte il pallone in ruck sul più bello.
Dopo un botta e risposta dalla piazzola, tra Donato e Thompson, il Petrarca si è fatto pizzicare ancora per tenuto in ruck sul calcio di rinvio, innescando la miglior azione del match per gli avversari, bravi a liberare all'esterno Belloni su assist di Gesi.
L'ultima fetta di primo tempo se n'è andata tra i rimpianti pe r il Petrarca, respinto tre volte sulla linea, una delle quali con meta non assegnata a Broggin dopo il controllo del Tmo, rinunciando anche a un comodo piazzato.
Sotto di dieci punti con quaranta minuti a disposizione, il Petrarca si è rianimato piazzando da posizione centrale, tornando a distanza di break.
Una situazione che ha ingolosito i patavini, che dopo aver guadagnato touche sui 5 metri grazie a uno splendido 50/22 di Richman, sono andati a prendersi la meta sfondando in carrettino con il tallonatore Zapata, mancando però la trasformazione. Quindi, a un quarto d'ora dal termine, Rovigo ha piazzato il calcio del 16-11, capitalizzando un'entrata fallosa in touche.
Nel finale il derby si è infiammato, con le due squadre a caccia del colpo del ko, che il Petrarca ha mancato per errori in touche o passaggi in avanti. I Bersaglieri possono invece recriminare per un calcio da buona posizione mancato dal neo entrato Sante, che li avrebbe riportati sopra il break. Poco dopo, l'arbitro Vedovelli ha dovuto rivedere più volte le immagini dello scontro tra Destro e Paganin, che gli è franato sul viso nel tentativo di stoppargli il calcio, prima di assegnare una semplice introduzione ai tuttoneri.
Da quel momento però è salita in cattedra la mischia ordinata del Petrarca, che spinta dopo spinta ha riportato la squadra in attacco in almeno tre occasioni.
A cinque dal termine, finalmente, Trotta e compagni sono riusciti a mettere in cassaforte la palla da rimessa laterale, avanzando di forza fino alla linea ma finendo trascinati giù da due avversari. Le immagini inequivocabili, con Swanepoel e Paganin a far crollare il carrettino, hanno convinto il direttore di gara ad assegnare la meta di punizione, da 7 punti, proiettando il Petrarca avanti 18-16 e con un uomo in più, per il giallo al pilone sudafricano.
Gli ultimi minuti, da brividi, hanno visto Rovigo prima rinunciare al calcio dalla distanza e infine farsi male da solo, finendo per subire in mischia e trovandosi inchiodato in difesa, proprio sotto i tifosi padovani ormai in delirio per la storica vittoria.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








