Enzo Sabbadin ritorna da ex: «Abbraccerò quei miei ragazzi»

ENZO SABBADIN
ENZO SABBADIN
 
CAMPODARSEGO
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Il ritorno del guerriero. Quasi trent'anni dopo la splendida salvezza conquistata nel campionato interregionale 1983/1984 (l'attuale serie D), Enzo Sabbadin è pronto a tornare nella «sua» Monselice da avversario. Il «decano» degli allenatori padovani, 64 anni e oltre 1400 panchine, calcherà di nuovo l'erba del Comunale oggi pomeriggio guidando il suo Campodarsego contro i biancorossi di Mario Vittadello nel superderby del girone «A» di Eccellenza.
 Una sfida-amarcord per il tecnico padovano, che a Monselice era stato scelto nell'estate del 1983 per rimpiazzare un certo Edoardo Reja subito dopo l'amara retrocessione dalla C/2.  «La società attraversava un periodo difficile - ricorda Sabbadin, che a Monselice tornò da avversario già nei primi anni Novanta in D con la Contarina - Della squadra della C/2 non era rimasto quasi nessuno e la rosa era formata da tanti giovani. Ma si creò un super gruppo e ci salvammo con tre giornate di anticipo in un girone fortissimo con corazzate come Fiorenzuola, Rovigo, Carpi e Sassuolo». Il Monselice chiuse quel campionato senza mai perdere in casa. «Al Comunale era sempre una bolgia - prosegue il tecnico, venditore ambulante in Prato della Valle - Con i tifosi avevo un rapporto splendido, di amore e odio. A Monselice ho dato il cuore e di quella squadra ricordo tutti. Da Dione a Cuccato, da Marni a Pastò, da Boetto a Leonetti, da Pertile a Zilio, da Carraro a Sadocco che da terzino fece 8 gol. Spero di rivederli in tribuna, li vorrei abbracciare uno per uno».  Ma il presente si chiama Campodarsego e nel derby non bisogna fallire. «Dobbiamo salvarci - conclude Enzo, subentrato ad inizio gennaio a Damiano Longhi - Affronteremo una delle squadre più forti del campionato, ci sarà da soffrire. Sono felice di ritrovare Vittadello, che ho avuto da giocatore a Dolo. Vinca il migliore». (m.l.)

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