Finazzi, un brasiliano per il Campodarsego

campodarsego. Domenica ha avuto una responsabilità non indifferente, eseguire il rigore per il vantaggio del Campodarsego. E lui, Lucas Finazzi, ha dato conferma alle attese con freddezza e precisione. La prima marcatura in campionato di questo centrocampista italobrasiliano, classe 1990, è però la conferma di un’ottima integrazione nel gruppo, avvenuta fin da subito: si tratti di difendere o di rilanciare con efficacia l’azione, lui risponde sempre presente. Giunto a ottobre, era reduce dall’esperienza nella squadra della sua città natale in Brasile, Cuiabà.
«L’anno prima era salita dalla terza alla seconda serie, così mi ci sono lanciato. La mia compagna Ludovica è però di Padova e ha preferito tornare qui, anche per crescere nostro figlio di due anni. Così mi ero ritrovato totalmente svincolato e appena ho saputo dell’opportunità di giocare per il Campo, realtà seria e solida, ho preso la palla al balzo. Oltretutto molto vicina, perché siamo residenti a Padova. L’unica difficoltà è stata di arrivare a campionato già iniziato e di entrare in un collettivo nuovo. In compenso avevo curato la preparazione atletica e il tecnico ha saputo dosare bene il mio impiego».
Seppure nato oltreoceano, è cresciuto calcisticamente nel Belpaese. «A sedici anni sono stato preso dal Chievo. Mi agevolava il doppio passaporto, grazie alle origini italiane dei miei (per la precisione veneziane da parte di madre). È iniziata perciò una nuova avventura, proseguita in parecchie società di serie B e C per mezzo dei prestiti».
Il Lumezzane, il Brescia, il Grosseto, la Cremonese sono stati i suoi punti d’approdo. Finché ha deciso di tornare in America Latina. «Dopo tanti anni volevo riavvicinarmi alle mie origini. Del resto era stato un passaggio non da poco partire per un’avventura del genere, in un altro paese e con una lingua diversa».
Come pure provare la differenza tra il calcio brasiliano, generalmente più tecnico ed estroso, e quello italiano, più tattico e organizzato. «Questa diversità esiste anche nei campionati minori. Per fortuna mi è stato vicino mio fratello Thiago, in quegli anni con me al Chievo, adesso al Garda in Eccellenza». —
Roberto Turetta
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