Giordano Trovade in azzurro con l’Under 17 di Nunziata

MONSELICE. Un monselicense in nazionale. Dopo Luca Rossettini, chiamato da Antonio Conte per l’amichevole dell’Italia «dei grandi» contro l’Albania, anche un altro padovano festeggia la prima convocazione in maglia azzurra. Si tratta di Giordano Trovade, 16 anni, ex esterno destro degli Allievi del Padova che da pochi mesi gioca nel Bologna. Al giovane centrocampista di Monselice, cresciuto nel vivaio della Rocca prima di difendere per sette stagioni i colori biancoscudati, è arrivata la chiamata in Under 17 del commissario tecnico Carmine Nunziata.
Per Giordano la grande occasione sarà una tre-giorni a Coverciano da venerdì 21 a domenica 23, in cui si misurerà con altri diciannove coetanei provenienti dai settori giovanili dei maggiori club professionistici italiani.
«L’ho saputo lunedì dal responsabile del nostro settore giovanile Daniele Corazza – racconta il diretto interessato – Mi fa: Ho una buona notizia per te, sei stato convocato in nazionale», quasi non ci credevo. È una gioia immensa ma soprattutto una grande opportunità per misurarmi con altri ragazzi e fare un passo in più per realizzare il sogno di una vita, diventare un calciatore vero».
Per Giordano, come per tantissimi suoi ex compagni, la fine del Calcio Padova ha segnato una svolta.
«Dopo sette anni non è stato facile cambiare vita. Ho imparato tanto, ho cambiato molti allenatori e ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Ho vissuto emozioni indimenticabili, come le finali nazionali di Chianciano con i Giovanissimi quando abbiamo perso la semifinale-scudetto con la Roma. Con la mancata iscrizione della scorsa estate ho dovuto cambiare e ho scelto Bologna».
Una svolta radicale che l’ha portato a lasciare la sua Monselice (dove frequentava il liceo scientifico Cattaneo), la famiglia e gli amici di sempre.
«Ora vivo in un convitto, vado a scuola a Bologna e torno a casa il sabato. È una vita dura, lontana dagli affetti e da tutto, ma per diventare qualcuno bisogna fare dei sacrifici e io ci sto mettendo l’anima per arrivare a qualche risultato importante. Dedico questa convocazione alla mia famiglia, che mi sostiene da sempre e non mi ha mai fatto mancare nulla. Se sono arrivato fin qui è merito anche loro».
Matteo Lunardi
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