Guendalina, un biglietto per Rio

L’arciera di Monselice ha strappato il pass olimpico a Copenaghen: «Adesso la patente per la moto»
Di Cristina Chinello

PADOVA. Tre frecce e un obiettivo: portare l'Italia a Rio. Guendalina Sartori ci è riuscita nei giorni scorsi, vincendo il torneo di qualificazione olimpica che si è disputato ai Mondiali di tiro con l'arco che si sono disputati a Copenaghen, in Danimarca. «Avevamo due giorni di gare», racconta la Guenda, «Speravo di riuscire a centrare l'obiettivo subito, ma non c'è stato verso: la georgiana ha tirato veramente forte e non sono riuscita a stare al suo passo. Nelle gare del secondo giorno invece ero la più forte di sei, su tre posti disponibili, ma la tensione era tantissima. Ero consapevole dell'importanza di quei tiri e anche se sulla carta le mie avversarie erano a un livello inferiore, la preoccupazione di sbagliare c'era».

Alla fine l'arciera di Monselice ce l’ha fatta: «Dovevo superare l'Azerbaigian: la mia avversaria però aveva un arco leggero, ma il vento abbondante non le è stato propizio. Non mi sono resa conto subito di aver vinto, non ne ero certa finché non me l'ha detto il mio allenatore. In quel momento è sparita tutta la tensione ed è stato proprio lì, in quegli istanti, che ho realizzato che sarei potuta andare a Rio».

In realtà Sartori, tesserata Aeronautica Militare, ha ottenuto l'accesso individuale femminile per l'Italia ai Giochi di Rio: questo non significa che su quel posto conquistato ci sia automaticamente scritto il suo nome, ma al momento opportuno la Federazione farà le sue valutazioni e possibilmente si ricorderà di chi l'ha conquistato. Restano dunque da prenotare altri due posti: ci saranno altre possibilità, nel corso dell'anno, per qualificare la squadra. «Finora sono rimaste fuori nazionali toste: la Francia ha perso contro la Corea, la Germania contro l'India, gli Stati Uniti eliminati dalla Cina. Sarà tutto da vedere cosa accadrà». Intanto Guenda è tornata a casa: «Non voglio illudermi di andare alle Olimpiadi, e poi magari succede come a Londra. Continuo a lavorare. Certo, con la mia famiglia e il fidanzato ci siamo stappati una bottiglia per brindare, ma basta così». Ad attenderla a casa c'erano i nonni, che è passata a salutare ancora prima di tornare dai suoi genitori, mamma Maria Temporin e papà Roberto, e la sorella Nicole. «Siamo fermi tutto agosto con le gare», ricorda, «Mi prenderò una settimana di vacanza prima di tornare ad allenarmi».

Fra i sogni che ha detto di voler realizzare, la patente per guidare la moto. Guendalina ha iniziato la carriera agonistica con gli Arcieri Sagittario del Veneto (di Pernumia) e poi è passata alla Compagnia Arcieri Padovani di Francesco Bortolami.

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