Loverro, il fedelissimo A Monselice anche in Terza

MONSELICE. Una vita in biancorosso. Con le prime giornate appena disputate in Terza Categoria il capitano del Monselice Stefano Loverro (33 anni) ha stabilito un primato davvero singolare: collezionare almeno una presenza in maglia biancorossa in tutti i campionati, dalla serie D alla Terza, appunto. Un percorso iniziato nel lontano 1997, quando l’allora 17enne difensore alle prime armi visse da «fuori quota» in Eccellenza la cavalcata dell’ultima promozione in serie D. Da lì un saliscendi vorticoso tra le varie categorie, con molti addii e altrettanti ritorni, sino alla scelta di quest’estate di ripartire da zero, rifondando in prima persona una società sparita due anni fa dopo la mancata iscrizione in Eccellenza. «Per far risorgere la squadra bisognava ripartire dalla Terza e non ci ho pensato due volte», confessa Stefano. «Così hanno fatto altri miei compagni con un passato monselicense, come Luca Bagno. Ora siamo secondi, domenica avremo in casa il big match con il Montagnana capolista e l’entusiasmo dei tifosi è tornato a livelli altissimi. Qui si vive per il Monselice, e la spinta è speciale, soprattutto con una rosa e una dirigenza formate quasi solo da persone del posto».
Dopo tanti anni di fragilità, il club sembra finalmente avere una certa solidità anche a livello strutturale. «Il presidente Giuseppe Ruzzante e il presidente onorario Mario Boetto non hanno bisogno di presentazioni. E poi ci sono Massimo Toffano, Sandro Zilio, Stefano Sguotti, Riccardo Moro, Filippo Brombin e molti altri collaboratori che ci dedicano tempo prezioso. Quanto ai giocatori, sono state scelte prima le qualità umane che tecniche. Nessuno percepisce un rimborso, l’obiettivo era far capire ai tifosi che chiunque scende in campo lo fa solo per la maglia. Poi si può vincere o perdere, l’importante è dare tutto».
(m.lun.)
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