Padova amarcord, riecco Paolo De Toffol

Dopo dieci anni l’ex numero 1 torna ad indossare la divisa biancoscudata, stavolta come preparatore dei portieri

PADOVA. Partito ufficialmente il nuovo corso biancoscudato, dopo la presentazione di mercoledì, ieri il direttore sportivo Salvatori è sbarcato a Milano per tessere le prime trame di mercato. Tiene banco la questione Cutolo, a metà con il Crotone. La comproprietà non sarà rinnovata, il Padova vuol tenere il giocatore ma non può permettersi un grande investimento economico, mentre i calabresi puntano a monetizzare o riprendersi il giocatore per rivenderlo poi al miglior offerente. Con queste premesse sembra difficile un accordo entro venerdì prossimo, il rischio buste è concreto anche se si tenterà fino all’ultimo di evitarle, magari inserendo qualche giocatore come possibile parziale contropartita (Franco?). Salvatori potrebbe rivedersi anche domani con il Genoa per definire il rinnovo della compartecipazione di Lazarevic e Jelenic. In uscita oggi potrebbe anche essere il giorno dell’addio ufficiale di Andrea Bovo, destinato allo Spezia, considerata la notevole offerta fattagli dal club ligure. Continua il pressing sui baby interisti Bardi e Romanò, sebbene la precedenza sia data in questo momento agli accordi sulle comproprietà.

Nel frattempo il nuovo organigramma tecnico può fregiarsi da ieri di un nuovo tassello, ancora all’insegna dei grandi ritorni. Dopo Fabrizio Salvatori e Andrea Tarozzi un altro ex varca le porte di viale Rocco. Il nuovo preparatore dei portieri sarà Paolo De Toffol, numero uno biancoscudato nel 1981/82 e nel 1985/86. De Toffol aveva già lavorato come allenatore dei portieri nelle giovanili del Padova (dal 1996 al 1999) e nella prima squadra con Beruatto in serie C2 nel 1999/2000. Gli ultimi sei mesi era tornato a lavorare nella natia Belluno, dopo aver collaborato con Donadoni a Cagliari. De Toffol nonostante le origini è da considerarsi un padovano d’adozione.

«Vivo in questa città con la famiglia da 20 anni e per questo il mio ritorno è motivo di grande orgoglio. E credo ci sia anche un piccolo segno del destino. Firmai il mio primo contratto con il Padova il 13 giugno 1981, ho firmato quest’ultimo lo stesso giorno, 31 anni dopo. Proprio quando si festeggia Sant’Antonio».

Cosa si aspetta dalla nuova stagione? «Come detto sento un grande orgoglio, ma anche grossa responsabilità. Perché sono tornato a casa e voglio dare il massimo per una piazza che sento mia. Non devo fare promesse, se non quella di mettere sempre il grande impegno. Lo devo a Salvatori che mi ha voluto fortemente. Cestaro? Non lo conoscevo, ci siamo visti quasi di sfuggita ma me ne hanno parlato tutti benissimo. Stesso discorso per Pea. Ha raggiunto risultati eccezionali con la Primavera di Inter e Samp. Non vedo l’ora di lavorare con lui».

Intanto oggi si conoscerà la sentenza di primo grado del primo filone d’inchiesta sul calciosommesse. La corte disciplinare emetterà i propri verdetti con il Procuratore Palazzi che ha chiesto una penalizzazione di due punti per il Padova. La società biancoscudata è accusata di responsabilità oggettiva per il presunto tentato illecito di Vincenzo Italiano per la partita contro il Grosseto del marzo 2010. Nei confronti del regista l’accusa ha chiesto tre anni di squalifica. Sotto processo anche Daniele Vantaggiato (anche per lui richiesta di tre) per un presunto illecito ai tempi del Rimini.

Stefano Volpe

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