Sutrio, il borgo di Carnia che diventa un presepe (anche vivente)

Fino all’Epifania c’è “Borghi e Presepi”: la Via del Natale propone in 20 tappe e tante botteghe artigiane tutta la magia delle feste. Il 4 gennaio la sacra rappresentazione con figuranti del posto. Albergo Diffuso nelle case e una gastronomia dal cuore ruvido e autentico completano l’offerta

Renato Malaman

Tradizione, a 360 gradi. Tutto vero, tutto autentico, tutto “sentito” dai suoi abitanti. Impossibile non stupirsi in questo piccolo paese della Carnia. “Borghi e Presepi” entra nel vivo e, fino al 6 gennaio, Sutrio – borgo allestito come un presepe - si accende di meraviglia.

Un Natale en plein air, diffuso nelle corti e sotto i portici delle antiche case, lungo le vie lastricate di questo incantevole paese carnico, che si trasforma esso stesso in un presepe. E verso sera, quando cala l’ombra e il silenzio si fa più fitto, le facciate degli edifici diventano quinte luminose, con il videomapping che dà vita ad un susseguirsi di immagini della Natività.

Di giorno, decine di presepi artigianali e artistici - per lo più in legno, ma anche in materiali diversi - punteggiano cortili, piazzette e davanzali. Sono opera di maestri e appassionati, ma anche dei residenti, che espongono piccoli mondi di fede e poesia all’esterno delle loro case.

Cuore pulsante di “Borghi e Presepi” è La Via del Natale, che invita a seguire il filo di questi allestimenti, sostando nelle botteghe artigiane dove la manualità diventa racconto, degustando dolci e calde bevande natalizie, visitando luoghi speciali, come La Casa degli orsetti e il Cason dei Boscadôrs: un percorso in oltre 20 tappe per entrare nel pieno dell’atmosfera natalizia e visitare Sutrio Paese Presepe, ideale per le famiglie (orari Via del Natale: dalle 11 alle 19; 1° gennaio dalle 14 alle 19).

In ogni tappa uno sticker da collezionare e attaccare alla mappa che si può ritirare all’infopoint nella piazzetta di fronte al Salotto Paese, vicino al Municipio: per chi completa tutti i punti c’è un regalo speciale per ricordare il Natale a Sutrio.

Punto di partenza ideale è il Presepe che ha campeggiato in Piazza San Pietro nel 2022: oggi risplende nella piazzetta sotto il Municipio, con una ventina di statue a grandezza naturale scolpite nel cedro, disposte su 116 metri quadrati, illuminate da 50 punti luce. La grotta, anch’essa in legno, è una cupola alta 5,65 metri (per 41 mq), un abbraccio scenografico che si accende di sera.

Per realizzarla, nessun albero è stato abbattuto: un gesto coerente con la montagna che accoglie senza ferire.

C’è poi il Presepio di Teno, custodito in un’antica casa porticata: un capolavoro del maestro artigiano Gaudenzio “Teno” Straulino (1905–1988), frutto di trent’anni di lavoro meticoloso. Ingranaggi segreti muovono acque, figure, luce del giorno e della notte.

Più che un presepe, è un affresco etnografico della vita carnica, un teatro di gesti antichi - il lavoro nei campi, il ritmo delle stagioni, la comunità - che incanta bambini e adulti con la stessa, limpida magia.

Riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, con l’alternarsi del giorno con la notte, le figure in movimento, l’acqua che scorre nei ruscelli, decine di scene realizzate con minuzia filologica che descrivono la vita e i ritmi di un tempo.

Preceduto in questi giorni da tanti altri eventi, Il 4 gennaio prende vita il Presepe vivente, con teatranti e comparse locali ad accompagnare la Natività e l’arrivo dei Re Magi.

Nei giorni di festa si alternano laboratori manuali e artistici, concerti e altri appuntamenti pensati per intrecciare tradizione e partecipazione. Borghi e Presepi rientra nel Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dai Comuni di Sutrio e Paluzza, che racconta il valore intrinseco del legno come materia, memoria e identità.

A Sutrio, il Natale non è un décor: è respiro condiviso, intaglio di legno e luce, comunità che si riconosce. Tra presepi che raccontano il mondo e proiezioni che restituiscono il tempo, “Borghi e Presepi” ricorda che la bellezza, quando è vissuta insieme, ha il potere discreto di accendere la pace. E ogni visita diventa una piccola, luminosa natività: il ritorno alle cose essenziali.

Chi desidera fermarsi qualche giorno per condividere la vita del paese (e magari sciare sul vicino Zoncolan) più a lungo trova ospitalità nell’Albergo Diffuso Borgo Soandri: mini appartamenti con cucina ricavati da antiche case e fabbricati rurali, dove il comfort dell’hotel incontra il calore domestico.

È la base ideale per vivere la neve dello Zoncolan e rientrare, al tramonto, alla semplicità elegante di un borgo che sa farsi casa. Incoronato vincitore nella sfida del 2023 fra gli Alberghi Diffusi della Carnia (dove questo tipo di ospitalità è nata una trentina di anni fa, per poi diffondersi con successo in Italia) nel corso della trasmissione “Bruno Barbieri - 4 Hotel”, Borgo Soandri è nato dall’idea di recuperare e mettere in rete il patrimonio edilizio di questo caratteristico borgo di montagna.

Suddivisi in oltre 30 appartamenti di varia capienza, i posti letto diventano un “Albergo” coordinato e organizzato come un’unica struttura ricettiva, con reception e servizi comuni.

Gli appartamenti sono stati ricavati dall’attenta ristrutturazione di edifici rurali, vecchie stalle, antiche case con portici in pietra e austeri palazzotti settecenteschi. “Qui il turista non trova solo un alloggio, ma diventa parte della comunità: quando arrivi non sei un ospite, sei un paesano”, spiega Silvio Ortis, presidente di Albergo Diffuso Borgo Soandri e di Visit Zoncolan.

E’ lui stesso ad accompagnare gli ospiti nelle passeggiate sullo Zoncolan, montagna cara al Giro d’Italia, con le lanterne sotto le stelle o alle visite alle malghe, a bere un bicchiere di vino al “Marangon” (il nome in lingua carnica del falegname, uno dei mestieri più diffusi) o al microbirrificio Bondai (premiato due anni fa tra i cinque migliori in Italia) o ancora al caseificio sociale Alto But, uno dei pochi di valle ancora attivi in Carnia, il cui formaggio “Pastorut”, erborinato carnico creato proprio qui, ha vinto premi nel consorzio nazionale sui formaggi “Infinity Bleu”.

Anche dal punto di vista gastronomico Sutrio e la Carnia hanno un mondo di sapori da presentare, con lo stesso spirito di autenticità. In questa parte del Friuli di montagna si narra che un giorno il Guriut, un folletto molto goloso, fu sorpreso dalla padrona di casa a rubare la panna che affiorava dal latte appena munto.

Il folletto, forse pentito, decise di risarcire la donna insegnandole la ricetta dei “Cjarsons”, i famosi ravioli il cui ripieno varia da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia.

Sutrio celebra questo piatto la prima domenica di giugno, ma questi ravioloni sono presenti nei menu di tutti i ristoranti. Nella vicina Paluzza il ristorante Da Otto, osteria e locanda dal 1870, che porta in tavola da anni le sue prelibatezze a prezzi popolari: oltre agli immancabili Cjarsons, i Blecs al ragù di cinghiale o il Carpaccio di cervo, o ancora il Frico con polenta, altro piatto della tradizione.

Diego Matiz e la moglie Antonietta a 70 anni resistono ancora ai fornelli, onorando una cucina locale che punta sugli ingredienti più genuini come funghi, erbe e formaggi.

Tradizione e innovazione all’ Osteria “Da Alvise”, nel cuore di Sutrio, dove dalla cucina del giovane Giacomo, 36 anni, si può gustare un’altra ricetta di Cjarsons, questa volta alle erbe di nonna Maria, e ancora Frico e polenta, o il Toc de Braide con funghi porcini e galletti, una vera ghiottoneria.

Giacomo è diventato l’ambasciatore del gusto a Sutrio: sta facendo molto per recuperare la cultura materiale della zona e la sta promuovendo e valorizzando presentandola ovunque semplicemente per quello che è: un patrimonio di valori, di memoria e di sapori.

Esperienza ancora diversa nella più alta Ravascletto, all’Hotel ristorante Bellavista, albergo entrato nelle tappe turistiche dei motociclisti tedeschi, dove la cucina tradizionale di Dina si esprime da sempre puntando su Cjarsons, Frico, sui piccoli radicchi di montagna marinati, ma sposa anche la trota allevata a Sutrio. Altro prodotto tipico, che cresce nella acque pulitissime e cristalline della montagna di Carnia.

Info:Pro Loco Sutrio - Tel: 0433 778921 - www.prolocosutrio.com - prolocosutrio23@gmail.com

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