Un sorriso ai Mondiali di Daegu Ruggero Pertile è ottavo e primo degli atleti europei

«HO CORSO CON LA TESTA». Ruggero Pertile ottimo ottavo ai Mondiali in Corea del Sud
«HO CORSO CON LA TESTA». Ruggero Pertile ottimo ottavo ai Mondiali in Corea del Sud
 
DAEGU (Corea del Sud).
«Ho fatto una gara con la testa perchè al primo giro mi sono reso conto che non avrei potuto reggere il ritmo di chi stava avanti. Nei primi 10km ho sudato tanto, poi per fortuna ho trovato il mio passo e ho potuto chiudere forte, in progressione».
 Ottavo al mondo, primo degli europei, primo degli atleti di razza bianca. Ruggero Pertile da Villanova di Camposampiero, migliore maratoneta italiano, lo aveva promesso prima della partenza per la Corea del Sud: «A Daegue conto di arrivare tra i primi otto». Detto fatto, anche perché grazie a quell'ottavo posto riesce a portare a casa un premio di quattromila dollari. Sulla distanza più lunga il regno resta keniano. Inutile cercare strane interpretazioni. Gli uomini dell'altopiano hanno qualcosa in più nel loro dna. Uno strapotere confermato anche dalle statistiche. Pensate, tra i migliori quindici tempi mai realizzati sui canonici 42 chilometri e 195 metri, i primi quattordici sono nati in Kenya, l'ultimo in Etiopia. E' stato così anche sulle strade di Daegu. A confermarsi sul trono iridato è il campione uscente Abel Kirui, trascinatore e poi protagonista solitario della corsa, al traguardo in 2h07'38, a 44 secondi dal record della rassegna (2h06'54) da lui stesso stabilito nel 2009 a Berlino. E' il terzo uomo a centrare la doppietta mondiale dopo lo spagnolo Antón (1997-1999) e il marocchino Gharib (2003-2005). Alle sue spalle il connazionale Vincent Kipruto (2h10'06), mentre l'Etiopia riesce stavolta a salire sul podio grazie al ventunenne Feyisa Lilesa, bronzo in 2h10'32. Dietro di loro il marocchino Bouramdane (2h10'55), gli altri due keniani Tumo (2h11'39) e Kiptanui (2h11'50) e il giapponese Horibata (2h11'52).  Le condizioni climatiche (24º/65% di umidità) sembrano meno proibitive di quanto inizialmente ipotizzato. Pertile parte cauto, tenendosi in coda, a una decina di secondi dai battistrada. Gli altri viaggiano ormai verso il giro di boa e il ritmo sale. L'azzurro ai 21,097 km transita in 1h05'29 (27º), ma è nei successivi 5000 metri che il maratoneta di Assindustria Sport Padova intraprende le operazioni di risalita. Al 25º chilometro ha già rimontato undici posizioni. Quando mancano sette chilometri Ruggero è decimo: arriva sprintando con tutte le energie rimaste in corpo fino alla linea d'arrivo. E' ottavo, a soli sette secondi dal sesto e nettamente il primo degli atleti europei in classifica, davanti al rumeno Ionescu (13º/2h15'32) e al britannico Webb (15º/2h15'48). Tolti gli extraterrestri è lui il più forte.  «Adesso è importante guardare avanti, grazie a questo risultato ho conquistato il diritto di andare a Londra. All'Olimpiade sarà un'altra gara ed è lì che mi piacerebbe fare il mio primato, un tempo intorno alle 2 ore e 8 minuti sarebbe un sogno, il tassello che ancora mi manca per coronare tanti anni di carriera. Stavolta ce l'ho messa tutta, volevo fare un bel regalo di compleanno a mia figlia Alice che è a casa e spero di esserci riuscito. E' vero, forse mi è mancata un po' di fortuna in questi anni, ma alle mie spalle ho sempre avuto la mia famiglia, la mia squadra e tanti amici che non hanno mai smesso di sostenermi. Dico grazie anche a loro per questo risultato».  Pertile è nato a Camposampiero l'8 agosto 1974. Nella sua carriera, iniziata nel 1999, ha corso una ventina di maratone, vincendone tre (Padova, Roma, Torino). A Barcellona è arrivato quarto agli Europei per colpa dei crampi. Oro a squadre agli Europei di Goteborg del 2006, argento ai Mondiali di Parigi 2003.

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