Zironelli: per me l’Abano è una scommessa, non un ripiego

ABANO. Fiducia e serenità. Concentrazione a mille per mister Mauro Zironelli dopo la prima settimana di lavoro con il suo Abano, preso in mano mercoledì scorso dopo l’esonero dell’amico Pippo Maniero e subito riportato alla vittoria nel brillante 1-0 casalingo di domenica contro l’Adriese. Un successo che in campionato mancava ai neroverdi addirittura dal 23 settembre, data del 3- 0 rifilato ai vicentini della Marosticense sul «neutro» di Torreglia. Da allora solo due pareggi (il doppio 1-1 con il Caldiero Terme e nel superderby con la Thermal) e ben tre sconfitte (Rovigo, Santa Lucia Golosine e Villafranca Veronese) che avevano fatto scivolare la squadra nelle «sabbie mobili» del girone «A» di Eccellenza, al punto da spingere il patron Gildo Rizzato al cambio dell’allenatore.
Domenica il primo atto dell’era Zironelli è andato alla grande, come si evince dalle stesse parole del nuovo mister aponense. «Risultato a parte, sono stato molto contento della prova dei ragazzi», afferma l’ex tecnico della Berretti del Bassano, che ieri pomeriggio ha assistito al recupero tra Pozzonovo e Marano proprio accanto a Pippo Maniero, «Abbiamo affrontato una signora squadra che a detta di tanti è stata costruita per le primissime posizioni della classifica. Nonostante il campo pesante siamo stati bravi a tenere sempre in mano il pallino del gioco, concedendo loro in novanta minuti solo un tiro da trenta metri. Ho avuto risposte positive da tutto il gruppo, sia per l’esperienza dei più vecchi che per la disponibilità dei giovani».
Come ha trovato il morale dello spogliatoio dopo l’esonero dell’amico Pippo? «È normale che una squadra risenta sempre un contraccolpo quando la società cambia l’allenatore. Si avverte un maggior senso di responsabilità e per questo si tende a dare di più. In questi frangenti chi subentra deve solo pensare a tenere alta la concentrazione, senza fare stravolgimenti inutili. E i risultati positivi sono fondamentali per ritrovare serenità e autostima».
Qualcuno l’ha accusata di non conoscere nulla della categoria, venendo da un mondo diverso come quello dei professionisti. «Una cattiveria gratuita che mi ha ferito molto. La scorsa stagione ho vinto un campionato nazionale con la Berretti del Bassano e con questo biglietto da visita molti allenatori potrebbero già tentare il salto in Lega Pro. Scendere in Eccellenza non è stato un ripiego ma una scommessa in cui mi sono buttato con grande carica ed entusiasmo. E non è vero che non so nulla della categoria, i fuori quota li conosco tutti perché finora ho lavorato tantissimo con i giovani. E i giocatori più esperti non li devo certo scoprire io».
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